Il potente miliardario fancese Jean-Marc Clement si invaghisce di una ballerina di Off Broadway, Amanda Dell, e per farsi amare solo per se’ stesso e non per i suoi soldi si finge attore, arte per cui e’ negato nonostante si faccia dare costose ripetizione di ballo da Gene kelly, di canto da Bing Crosby e di comicita’ da Milton Berle..
E’ un classico di ogni estate di Rete4: per celebrare la scomparsa di Marilyn, avvenuta il 5 agosto 1962 (che anche RAI3 rievochera’ mercoledi' dando come film mattutino Giungla d’Asfalto) si riempiono i vuoti palinsesti estivi con i suoi film.
Ieri e’ toccato a Facciamo l’amore, piu’ famoso per la liaison che uni’ Yves Montand e Marilyn durante le riprese, che per il valore artistico: si tratta infatti di commedia musicale che non riesce mai a decollare e ad appassionare il pubblico nonostante l'indubbia bravura dei due protagonisti e del regista.
Forse troppo spazio viene lasciato al divo francese e la parte di Marilyn risulta quasi secondaria ed e’ un peccato che venga ricordato solo il famosissio balletto in maglione su My heart belongs to daddy; lo sfondo scuro del teatro fa risaltare la golosa bellezza di Marilyn , mai stata cosi’ burrosa e luminosa.
Fascino che non deve essere sfuggito a Madonna e al suo staff che soprattutto negli anni’80 si rifaceva espressamente a Marilyn: se era lampante l’omaggio a Gli uomini preferiscono le bionde nel video di Material girl, mi pare piu’ sottile il legame che lega la celeberrima gueperie disegnata da Gaultier con le coppe del seno a cono con la camicia da notte che proponeva lo stesso effetto sulla Monroe nel balletto di Lets make love.
Il fascinoso sex-symbol hollywoodiano (che pero’ alla sottoscritta non ha mai fatto molto effetto: troppo “vitaminizzato” per essere credibilmente bello e tormentato): Henry Warren Beaty nasce a Richmond , in Virginia il 30 marzo 1937 ed e’ il fratello minore della celebre Shirley MacLaine.
Gli esordi nel mondo della recitazione sono nelle sitcom televisive dei tardi anni 50, il debutto sul grande schermo avviene con il celebre film di Elia Kazan, Splendore nell’erba (1961): e’ il giovane rampollo Bud Stamper che non riesce a gestire il suo amore con la bella Deanie, interpretata da Natalie Wood.
Sempre nello stesso anno e’ un gigolo’ italiano che seduce l’attempata Vivien Leight ne La primavera romana della signora Stone.
Nel 1965 e’ il comico imprigionato dai sensi di colpa e dalle paure nel bel Mickey One di Arthur Penn; il regista lo dirigera’ ancora nel 1967 in uno dei capolavori del genere gangster Gangster story dove l’attore interpreta il ruolo di Clyde Barrow mentre Bonnie Parker e’ la bellissima Faye Dunaway.
Nel 1971 e’ John McCAbe in I compari amaro ed insolito western diretto da Robert Altman dove ha per comprimaria Julie Christie. Da segnalare sempre nel ‘71 il buon Il genio della rapina, di Richard Brooks. Shampoo del 1975 e’ una commedia che sottolinea amari risvolti politici e sociali, diretta da Hal Ashby.
Nel 1978 Beatty debutta alla regia codirigendo con Buck Henry Il paradiso puo’ attendere remake, non del capolavoro di Lubitsch come il titolo potrebbe far pensare, ma della commedia L’inafferrabile signor Jordan del 1941 che ha per protagonista un uomo che viene fatto morire prima del tempo da un dipendente del Paradiso, dopo diverse vicissitudini riavra’ la sua vita in un altro corpo.
Se l’esordio di Beatty e’ stato buono, superlativa e’ la sua seconda prova Reds del 1981: la vita del giornalista John Reed durante gli anni 1915-20 ebbe un grande successo di critica e pubblico portando a casa ben 3 Oscar.
Nel 1990 Beatty dirige Dick Tracy tratto dalle avventure dell’omonimo fumetto, il film viene ricordato per le particolari scelte fotografiche (solo colori primari) e la presenza di Madonna con cui il play-boy Beatty ha una relazione.
Con gli anni ‘90 dirada le sue apparizioni cinematografiche, l’ultimo film interpretato e’ del 2001 Amori in città… e tradimenti in campagna.
Secondo le curiosita’ sulla sua pagina imdb avrebbe rinunciato al ruolo di Bill in KillBill di Tarantino per l’eccessiva violenza del film.