Mystic Pizza

Mystic pizzaUSA 1988 MGM
con Julia Roberts, Lili Taylor, Annabeth Gish, Vincent D’Onofrio, William R. Moses, Adam Storke, Conchata Ferrell, Matt Damon
regia di Donald Petrie

Jojo e le sorelle Kat e Daisy sono amiche per la pelle e lavorano come cameriere al Mystic Pizza, nell’omonima cittadina del Connecticut. Jojo è innamoratissima del fidanzato Bill ma terrorizzata dal matrimonio e sviene sull’altare rimandando la cerimonia a data da destinarsi. Kat è la classica brava ragazza che sta per andare a Yale ma s’innamorerà del padre della bambina a cui fa da baby-sitter. Daisy, pecora nera della famiglia Arujo, s’innamorerà di un ricco fannullone che probabilmente riuscirà a redimere.

Commedia sentimentale all’acqua di rosa che come notò un critico americano dell’epoca (vedi wikipedia) aveva la possibilità di farsi ricordare in futuro per aver lanciato delle future star e infatti il film è celebre per essere stato il trampolino di lancio della carriera di Lili Taylor  e soprattutto Julia Roberts che due anni e due film dopo sarebbe diventata una star con Pretty Woman, regina indiscussa della commedia romantica anni ’90; come se non bastasse Mystic Pizza è anche il film d’esordio di Matt Damon nel ruolo del fratello minore di Charles Gordon Windsor, Jr. il ricco ribelle che s’innamora di Daisy.



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La pellicola presenta tutta una serie di situazioni tipiche: i ragazzi ricchi che vanno a passare una serata nel bar del paese con immancabile colpo di fulmine tra la bella e il bello dei due schieramenti, la delusione amorosa che spetta alla ragazza innamorata dell’uomo sposato ma tanto sta partendo per il college e l’attendono gli anni più interessanti della sua esistenza.
Mystic pizzaUn tocco d’originalità, tipico della commedia anni ’80, sta nel rovesciamento dei ruoli: Daisy e Charles alla prima uscita in porsche bucano una ruota e fanno l’autostop ma c’è il rovesciamento della citazione di Accadde una notte, infatti è quando Charles si cala i calzoni che troveranno un passaggio.
Anche la relazione tra Jojo e Bill procede al contrario: spaventata dal futuro che l’aspetta, Jojo vorrebbe una relazione tutta sesso e disimpegno con il suo pescatore ma lui si nega fino a quando la ragazza non accetta di sposarsi.

Ortone e il mondo dei Chi

Nella foresta di Nullo vive l’elefante Ortone: e’ un po’ svampito ma benvoluto da tutti, almeno fino al giorno in cui sente un flebile suono provenire da un granello di polvere. Ortone si convince da subito che in quel granello c’e’ un mondo con cui riuscira’ anche a comunicare scoprendo la citta’ di Chi Non So. L’elefante prende l’impegno di depositare il granello e i suoi abitanti in un posto sicuro, anche se questo gli puo’ costare l’ostracismo della sua comunita’..


Ortoneeilmondodeichi

Appena qualche settimana fa, rivedendo Il mistero di Sleepy Hollow mi chiedevo quando sarebbero cominciate le citazioni visive del caratteristico mondo burtoniano e questo cartone che riduce l’ormai obbligatorio richiamo cinefilo ai classici annovera Burton tra le sue citazioni: “adoro il profumo delle banane al mattino” esclama Ortone sfuggendo alla mitragliata delle bertucce, mentre l’avvoltoio Vlad gia’ nel nome e nell’accento richiama il terribile conte transilvano. Il mondo di Chi rinchiuso nel suo granello si rifa’ all’immaginario burtoniano con le forme curve del paesaggio e Jojo, l’unico figlio maschio tra i 99 di Sinda-chi’ e’ silenzioso, umbratile come il miglior eroe di Tim Burton e come ci insegna il maestro, si rifugia in un mondo fantastico dove da sfogo ai propri talenti nascosti.
Ortone e il mondo dei Chi e’ una favola lieve, di buoni sentimenti ma con una morale meno scontata di quel che si potrebbe pensare, con diversi piani di lettura: l’indifferenza degli abitanti di Chi da fronte ai segnali di un’imminente catastrofe, richiama la nostra grave situazione ecologica ma ancor piu’ interessante e’ la posizione di Ortone da cui la dittatoriale Cangura si aspetta una sconfessione degna del processo a Galileo, perche’ ritiene che fantasia e immaginazione siano diseducative, mentre l’elefante e’ disposto a tutto pur di salvare una vita, per minuscola che sia.
Il doppiaggio italiano e’ affidato a Christian de Sica per il ruolo di Ortone e devo dire che “la romanizzazione” dell’elefante che all’inizio mi preoccupava non poco, ha invece caratterizzato bene il personaggio, paradossalmente risulta molto piu’ “televisiva” la voce di Veronica Pivetti che doppia la Cangura.