Certo, dal punto di vista storico la vicenda è un pastiche che solo un americano poteva inventarsi: il marinaio Sinbad e’ a capo di una nave pirata (un galeone spagnolo) che spadronegga nel Mediterraneo e tenta di
depredare un veliero diretto a Siracusa per portarvi il libro della pace: il suo intento sarebbe quello di svernare alle Fidji con il guadagno, ma l’intervento di Eris, la dea della discordia, regina del Tartaro cambia i suoi piani.
Confusione storica e mitologica a parte, il film riesce ad essere avvincente ed emozionante passando da scene d’azione degne dei migliori film di cappa e spada (orientale) in circolazione, a momenti magici e incantati come l’incontro con le sirene, o l’arrivo nel Tartaro.
Stupefacenti i mostri marini, che tengono il passo con il realismo della Pixar; il tratto del disegno è molto espressivo nei volti e la figura di Eris ha la grazia di un colpo di frusta di Olbrich.
Anche la storia e’interessante perche’ manca il solito manicheismo tra buoni e cattivi: in teoria il cattivo della situazione dovrebbe essere proprio il protagonista.
Distanziato ormai dal clamore suscitato dal pesciolino Nemo (ieri in sala, all’ultimo spettacolo eravamo in 2) questo
cartoon firmato Dreamwork meriterebbe certo maggiore attenzione.