Il mistero delle pagine perdute – National Treasure

Il mistero delle pagine perdute Dovendo proprio infliggersi uno dei cine-panettoni natalizi, meglio puntare sulla seconda puntata delle avventure di Ben Gates, che questa volta si imbarca in una delle sue folli cacce al tesoro per salvare la famiglia dall’onta: un nuovo documento parrebbe infatti dimostrare che l’avo di Gates era implicato nell’omicidio di Lincoln. Per riconquistare l’onorabilita’ perduta, il nostro eroe si avvale dell’aiuto dei suoi fidi: la curatrice museale Abigail Chase, che nel frattempo e’ diventata sua moglie e dalla quale sta divorziando, il geek geniale ma sfigato Riley Poole e il padre, Patrick Gates; alla banda che questa volta ha piu’ spazio, lasciando in secondo piano Nicholas Cage, si aggiunge anche la madre peperina del nostro eroe, Emily, interpretata nientepopodimenoche da Ellen Mirren; di spessore anche l’attore chiamato per il ruolo del cattivo, Ed Harris, purtroppo la sua parte e’ quella peggio strutturata, indecisa tra il vilain senza rimedio o dotato in fondo di buon cuore.
Del resto tutta la parte finale del film cede a una sceneggiatura non smagliante che ripropone il modello del precedente episodio: un mix d’azione e commedia a sostegno di un pastiche tra fatti storici e leggende millenariste per esaltare il mito americano: questa volta il sacro suolo dell’Unione ospita pure Cibola, la mitica citta’ d’oro amerinda.

The queen

Thequeen Il regno di Elisabetta II non fu mai cosi’ poco amato come in quella settimana di delirio mediatico che segui’ la morte di Diana Spencer, ex principessa del Galles. Lo scollamento tra Elisabetta e i suoi sudditi e’ l’occasione per Stephen Frears di mostrare due idee del mondo ormai inconciliabili, al di la’ del loro significato politico: non e’ necessario essere monarchici per apprezzare la dignita’ della Regina che preferisce gestire il dolore nella privacy, forse del proprio cuore piu’ ancora che nel seno della sua famiglia, una sovrana cacciatrice che e’ ancora in grado di andare a rendere omaggio alla bellezza di un cervo ucciso in malo modo da un ricco londinese che ogni tanto si diletta a praticare la caccia a pagamento.
C’e’ sicuramente una similitudine, anche visiva tra l’immagine del cervo ucciso ed Elisabetta in piedi, costretta a manifestare in televisione il suo cordoglio, ma piu’ che la fine della monarchia, presumo che questa simbologia alluda alla fine del legame con le tradizioni per cedere all’invadenza dei media.
Diana ed Elisabetta sono poi cosi’ diverse? Sicuramente nel modo di gestire le loro esistenze si’, ma se ci si sofferma su quel silenzio della regina prima di commentare un’affermazione di Blair nel finale, quando le ricorda che era cosi’ giovane quando e’ salita’ al trono si puo’ scorgere lo stesso destino che accomuna le due donne: assumere in giovanissima eta’ dei ruoli esorbitanti.
L’interpretazione di Ellen Mirren e’ stata giustamente glorificata dalla Coppa Volpi alla recente Mostra del Cinema di Venezia: quello che mi ha colpito di piu’ della sua recitazione perfetta, e che ancora una volta sottolineava la distanza del mondo di Elisabetta con quello attuale, e’ stata la sua postura perfetta che risalta particolarmente nel montaggio alternato delle telefonate con Blair, ripreso sempre scomposto alla sua scrivania.