Benjamin Franklin Gates e’ l’ultimo rampollo di una bizzarra famiglia
che da sei generazioni e’ sulle tracce di un favoloso tesoro, per la
precisione da quando un avo, semplice cocchiere, raccolse le ultime
volonta’ di uno dei Padri Fondatori. Si tratta del piu’ grande tesoro
della storia, per la cui protezione venne creato l’ordine dei Templari,
la mappa per raggiungerlo si trova sul retro della Dichiarazione
d’Indipendenza Americana, e Gates sara’ costretto a rubarla per salvare
il prezioso documento dalle mire non proprio benevole del suo ex socio.
Tra rielaborazioni piu’ o meno fantasiose della storia americana e
del mistero templare, oggi di grande attualita’, si cela l’intento di
far risalire la supremazia USA direttamente alla grandezza egizia, al
valore di Alessandro e al mito dei Templari: quasi un’Eneide
scalcagnata e rumorosa, se mi si permette l’azzardato paragone.
Quando Nicholas Cage dice che a volte e’ necessario fare qualcosa che
di primo acchito sembra sbagliato, piu’ che un semplice riferimento
alla vicenda della Rivoluzione americana, mi pare che ci sia una vaga
esaltazione del nuovo modello per esportare democrazia ideato da Bush.
Fortunatamente questa latente sensazione di indottrinamento ideologico
svanisce ben presto per lasciare posto ad una pellicola di puro
intrattenimento, che riesce ad avvincere lo spettatore a questa
bizzarra caccia al tesoro tra i piu’ importanti cimeli della storia
americana, puntando sul lato infantile ed incosciente che ci spinge a
sbirciare dietro ad una porta socchiusa ed a sgattaiolare dove non e’
permesso; del resto il produttore Jerry Bruckheimer e’ certamente piu’
interessato a far rivivere in prima persona il mito del tycoon, che
alla grandezza patria.
Alla fine un onesto film di mestiere che riesce a divertire, con
qualche citazione delle pellicole a cui si ispira: Cages che esce dalla
tuta di vigilantes in smocking, come James Bond ne usciva dalla tuta da
sub ed il rapporto tra il personaggio di Ben e il padre disilluso,
interpretato da John Voight che ricalca quello di Indiana Jones e l’ultima crociata: diciamo pure che Voight pare ispirarsi apertamente a Sean Connery.
Cameo di Harvey Keitel nel ruolo dell‘ispettore di polizia che dirige
le indagini per recuperare la Dichiarazione d’Indipendenza.