Ho camminato con uno zombi

I Walked with a Zombie
USA 1943, RKO
con Frances Dee, Tom Conway, James Ellison, Christine Gordon, Edith Barrett, James Bell, Theresa Harris
regia di Jacques Tourneur



Hocamminatoconunozombie


L’infermiera canadese Betsy Connell accetta un incarico sull’isola caraibica di San Sebastián: dovrà occuparsi di Jessica Holland, moglie di un ricco piantatore. La donna versa in uno stato catatonico, secondo la scienza a causa di una forte febbre celebrale che l’ha spossata, secondo gli schiavi la donna è uno zombie vittima del voodo. Betsy s’innamora del fascinoso e cupo marito di Jessica, Paul Holland e cerca di fare di tutto per restituire la vitalità alla paziente, anche rivolgersi allo stregone…



Iwalkedwithazombie


Secondo dei tre horror diretti da Jacques Tourneur per la RKO di Val Lewton, Ho camminato con uno zombi prosegue la lezione de Il Bacio della Pantera per quanto riguarda i meccanismi della paura sollecitati dal buio della notte e dal mistero, solleticando l’inconscio. La fotografia di J. Roy Hunt tutta giocata su forti contrasti e raffinatissimi giochi di ombre sottolinea mirabilmente l’intento.



Hocamminatoconunozombi


Viene accentuato il riferimento ad antiche ritualità con il riferimento al vodoo e agli zombie, e anche se il film è sicuramente uno dei primi film a introdurre la figura del morto vivente va ricordato che il primato spetta al film del 1932 L’isola degli zombie; di certo le sequenze più memorabili sono quelle che riguardano il “carre four” il grande nero dagli occhi spiritati e la bambola vodoo che rappresenta Jessica governata dallo stregone.



I walked with a zombie


Anche il triangolo amoroso è un elemento che ritroviamo ne Il Bacio della Pantera: di Jessica è innamorato anche il fratellastro del marito, Wesley Rand. L’arrivo della bella infermiera spariglia le carte. Il riferimento è notoriamente a Jane Eyre però la figura del marito, deluso e ormai insensibile alla bellezza della moglie che ha scoperto frivola e vuota, mi pare richiamare anche il Max de Winter di Rebecca la prima moglie e il film lascia intendere che lo stesso Paul Holland potrebbe aver causato la malattia della moglie.



Hocamminatoconunozombi


La lotta per i favori di Jessica avviene sotto gli occhi della madre dei due contendenti che confessa una sua responsabilità nella sorte toccata alla nuora: fede e religione,  Mrs. Rand è la vedova di un missionario, si fondono con la superstizione e la magia in un nodo indissolubile dettato dalle passioni umane più basse: odio e rancore mentre l’amore è l’unica forza salvifica con lieto fine per Betsy e Paul, romanticamente disperato per Wesley e Jessica che solo nella morte riusciranno a sfuggire al dominio dello stregone vodoo.

Dietro la porta chiusa

Secret Beyond the Door
USA 1947
con Joan Bennett, Michael Redgrave, Anne Revere, Barbara O’Neil
regia di Fritz Lang




Secret Beyond the Door


L’ereditiera Celia (Cecilia nella versione italiana) in vacanza in Messico, sposa pochi giorni dopo averlo conosciuto, l’architetto Mark Lamphere. L’uomo nasconde quasi tutto il suo passato alla giovane moglie e solo quando arriva alla residenza di famiglia, Celia scopre che Mark è già stato sposato e ha un figlio quasi adolescente; nella magione, guidata dalla sorella Carolina, altra figura di cui Celia non sospettava l’esistenza, si trova la collezione di Mark: camere in cui sono stati commessi degli omicidi, una stanza però non è visitabile e Celia non resiste alla curiosità di aprirla..



Dietrolaportachiusa


Secondo ed ultimo film della Diana Production Company, la casa di produzione fondata dal regista con l’attrice Joan Bennett, fallita in seguito al flop commerciale di Dietro la porta chiusa, che nonostante gli esisti infausti al botteghino resta sempre un capolavoro di Lang.




Secretbeyondthedoor


Forse oggi sembreranno superate le spiegazioni psicanalitiche delle pulsioni omicide di Mark, dominato da un desiderio frustrato per la madre e dalla presenza di troppe figure femminili nella sua vita; di certo resta il capolavoro tecnico dell’uso del bianco e nero: se per il protagonista l’architettura rappresenta una via di sfogo alla sua fantasia malata tanto da definire “camere felici” le stanze dove si svolgono gli omicidi usando felice nel significato secondario di “adatto allo scopo”, l’uso delle ombre nella pellicola supera le valenze espressioniste e disegna una nuova architettura degli ambienti, sottolineando i toni angoscianti del buio: ci sono addirittura due momenti in cui la pellicola va a nero e immagino che vedere la pellicola in sala con il buio che avvolge totalmente lo spettatore nei momenti più drammatici non sia solo un espediente emozionante ma rafforzi anche il senso d’immedesimazione con il punto di vista del protagonista già indicato dal grande uso di soggettive.




Dietrolaportachiusa


Solitamente è la vicenda o le fantasie di Celia con cui lo spettatore è portato ad immedesimarsi, ascoltando il flusso dei suoi pensieri grazie alla voce off, ma dopo la presunta morte della protagonista lo stesso procedimento è riservato a Mark e ai suoi sensi di colpa nella scena onirica del processo.