Buonasera Dottor Djembe’

DottorDjembe' Sapere che le serata televisive del Dottor Djembe’ saranno solo tre mi spezza il cuore.
Non e’ certo la prima trasmissione radiofonica di successo che tenta il salto televisivo, ma finora mi sembra quello meglio riuscito. Mentre mi sbellicavo dalle risate sono riuscita ad accorgermi che Buonasera Dottor Djembe’ rispecchia abbastanza fedelmente i canoni del vecchio varieta’ televisivo, siparietti comici e canzoni per cui ben vengano le incursioni televisive del Dottore di Bora Bora sul piccolo schermo!
Stefano Bollani si rivela un vero mattatore e sa reggere anche la recitazione, del resto sfoggia una padronanza di vari dialetti sicuramente superiore a quella di tanti quotati attori cinematografici.
Contentissima di aver ritrovato il camionista Lapo non mi resta che sperare nella futura comparsa in classifica del Ponzacchi e in un apparizione di Godzilla in veste crooner.

Tabu’

Friedrich Wilhelm Murnau – Robert J. Flaherty, USA 1931, 75′

Sull’isola di Bora-Bora nasce l’amore tra la bella Reri e Matahi, quando la ragazza viene scelta dalla divinita’ come vergine sacra. Il giovane la rapisce infrangendo il tabu’ ma il destino sara’ ineluttabile.

Tabu L’opera nasce dalla collaborazione tra Murnau e Robert Flaherty che si unirono in quest’impresa per sfuggire alle logiche ferree dell’industria hollywoodiana, ma ben presto le opposte concezioni cinematografiche dei due portarono alla rottura e all’allontanamento di Flaherty dal set, ragione per cui il film, nel suo procedere rispecchia sempre piu’ la teoretica di Murnau, ribadendo l’impossibilita’ da parte dell’uomo di raggiungere la felicita’, come gia’ espresso nei precedenti capolavori Nosferatu e Aurora.
Questa volta non e’ piu’ la civilta’ a tentare il cuore ingenuo dell’uomo di campagna: anche nella natura piu’ paradisiaca ed incontaminata dei mari del sud, il male aleggia sul tentativo dell’uomo di realizzare i suoi sogni, incarnandosi nel potere della superstizione che portera’ alla morte i due infelici amanti.
Hitu, il grande sacerdote che perseguita la coppia fuggitiva per ristabilire la legge atavica non e’ che un’ altra declinazione del male incarnata da Nosferatu e la sua ombra campeggia sulle pareti della capanna dei due giovani come quella del principe delle tenebre si rifletteva sui muri di Brema.
Anche in questa sua ultima pellicola, (Murnau morira’ in un incidente stradale alla vigilia della prima del film) il regista tedesco si conferma maestro indiscusso dell’espressionismo: in particolare la battaglia con lo squalo e la morte di Matahi inseguendo la barca di Hitu, esercitano ancora oggi una potente scossa emotiva sullo spettatore.