L’orribile verita’

Theawfultruth  

The Awful Truth, 
USA 1937 Columbia Pictures
con Cary Grant, Irene Dunne, Ralph Bellamy 
regia di Leo McCarey 

 

Jerry Varriner passa al circolo per farsi un’abbronzatura da spiaggia e far credere alla moglie Lucy di aver passato una settimana in Florida, ma con grande smacco non trova a casa la consorte che rientra in tarda mattinata con un accompagnatore occasionale adducendo la scusa di aver rotto la macchina e aver dovuto passare la notte fuori. La fiducia incrinata dalla moglie che nel frattempo ha scoperto che il viaggio in Florida e’ fasullo, porta i due al divorzio ma nei 90 giorni che intercorrono prima che la sentenza diventi definitiva, Lucy e Jerry riusciranno a boicottare reciprocamente i loro nuovi flirt e scopriranno di amarsi ancora.
Un caposaldo della commedia slapstick che ha per protagonista i due campioni del genere: la sempre perfetta e ormai dimenticata Irene Dunne, deliziosa e versatile che ho scoperto ieri sul grande schermo essere anche molto bella e Cary Grant che qui mostra al meglio le sue qualita’ di eleganza (la falcata sicura con cui attraversa il vasto atrio del palazzo della fidanzata ereditiera) e di comicita’ come dimostra la gag della caduta dalla sedia con conseguente incastro nel tavolino degna di un re delle comiche e del resto dietro la macchina da presa c’e’ Leo McCarey che  proprio da quel mondo veniva: collaboratore di Stanlio&Ollio e dei Fratelli Marx che aveva diretto ne La guerra lampo dei Fratelli Marx, prima di diventare un grande maestro della commedia sofisticata.
La trama, giocata tutto sul tema del sospetto che interviene a torto o a ragione quando la fiducia matrimoniale si incrina e’ sicuramente un po’ esile ma i tempi comici sono cosi’ perfetti da far scompisciare ancora oggi dalle risate. Merito di un cast in stato di grazia supportato da due grandi attori a quattro zampe: se Mr Smith, il fox terrier e’ eccezionale nel nascondino (del resto e’ il mitico Asta della saga de L’uomo ombra!) da gattara devo menzionare anche il micetto che blocca la porta, ultimo baluardo traballante contro il rinato amore di Lucy e Jerry.

Il Re Scorpione

Rescorpione Stasera Canale5 trasmettera’ in prima visione per la tivvu’ generalista Il Re Scorpione, prequel assurdo del colossal piu’ brutto della fine del secolo scorso: La Mummia (1999) a cui era seguito un altrettanto deplorevole La Mummia – il ritorno (2001) la cui mancanza di originalita’ si rivelava anche nel titolo.
Il prequel si svolge in un epoca indefinita prededente al sorgere della civilta’ egizia, nella citta’ di Gomorra (!) ricostruita come neppure nei peggiori peplun teverini si poteva inventare, ed anche all’occhio meno allenato non possono sfuggire 4 colonne copiate papali papali da Cnosso.
Tra i vari demeriti del film c’era anche quello di voler lanciare nell’empireo cinematografico un campione del wrestling, The Rock (al secolo Dwayne Johnson), quale epigono dei vari Stallone o Scwharzenegger: l’attore si e’ rivelato una meteora dell’action movie e tenta di riciclarsi nella commedia come dimostra la sua partecipazione a Be Cool.
Pessime prove anche dal punto di vista dell’azione con scene che mancano di competenza: si va dai piu’ volgari colpi bassi a mosse pseudo marziali a la citazione de Il mio nome e’ Remo Williams dove il protagonista fermava le pallottole con le mani.
Mummia32 E pensare che l‘epopea de La Mummia e’ una delle piu’ gloriose della cinematografia horror di tutti i tempi: inizia nel 1932 con la prima versione di Karl Freund, dove Boris Karloff, reduce dal successo di Frankenstein da’ vita a Himotep, egizio incautamente riportato in vita dalla lettura di un antico papiro, con l’inganno si mette alla guida di una spedizione archeologica per ritrovare la tomba della sua amata e resuscitarla, ma al gruppo si unisce una donna che pare la reicarnazione stessa dell’antica principessa, mandando in confusione il perfido Himotep.
Da questo capolovaro prolifera una serie infinita di sequel e remake , di cui certo il piu’ famoso e’ quello prodotto dalla Hammer nel ‘59.
Mummia1959 In questa versione il protagonista e’ un sacerdote (interpetato da Christopher Lee) mummificato vivo per colpa del suo illecito amore verso una principessa del sangue, con il compito di vigilare sul sonno eterno del suo amore. Si risvegliera’ per salvare la tomba dell’amata dalla profanazione dei soliti incauti archeologi; il film diventa quasi un melo‘ fiammeggiante perche’ la somiglianza tra la figlia dell’archeologo e l’antica principessa causeranno l’imbarazzo della mummia che dopo aver seguito il suo amore redivivo fino a Londra, non trovera’ il coraggio di compiere la sua vendetta.
La versione del 1999 e’ solo una scusa per provare i nuovi effetti speciali consentiti dalla tecnologia digitale, la formula seguita e’ quella del film d’avventura con risvolti comici sulla scia di Indiana Jones ma il risultato e’ molto piu’ scadente: manca l’elemento basilare della sorprendente somiglianza tra la protagonista e la principessa morta e invece si introduce lo svarione storico delle 7 piaghe d’Egitto il cui numero viene pure aumentato..
L’incredibile successo del film ha permesso, purtroppo la realizzazione di un seguito dove la coppia di eroi prolifera: almeno nella serie de L’uomo ombra con Dick Powell e Mirna Loy in cui, con molta buona volonta’, e’ possibile trovare un precedente di queste avventure, i protagonisti si limitavano ad accudire un simpatico fox terrier di nome Asta!