On Dangerous Ground
USA 1951 RKO
con Robert Ryan, Ida Lupino, Ward Bond, Charles Kemper, Anthony Ross, Ed Begley
regia di Nicholas Ray
Jim Wilson e’ un poliziotto che la solitudine ha abbrutito, dopo l’ennesimo violento pestaggio di un delinquente viene inviato fuori citta’, in un paesino di montagna dove e’ stata uccisa una ragazza. Nel corso delle indagini conosce Mary, la sorella dello squilibrato autore del delitto…
Lo stesso Ray riconosce che quest’opera fu un’occasione mancata, anche se alcune intuizioni sono geniali.
Il biancoenero della pellicola viene esaltato dal contrasto tra bianco e nero della fotografia: il nero della notte metropolitana punteggiata dal lucore delle insegne si contrappone al bianco delle distese nevose su cui si muovono le figure nere dei personaggi, spesso ripresi in controluce.
L’inseguimento del delinquente nei vicoli ricorda le famose riprese cittadine di Griffith in The musketeer of Pig Alley a cui Ray unisce un uso molto concitato della macchina da presa che anticipa di decenni l’effetto della steadycam.
Se nella prima parte il film e’ un tipico noir, nella seconda lascia spazio al melodramma caratterizzato da continui slittamenti di prospettiva, ce lo conferma l’entrata in scena di Mary (interpretata da Ida Lupino): la ragazza e’ cieca ma il suo personaggio viene presentato attraverso due soggettive: Jim e il padre della ragazza uccisa bussano alla sua porta che si apre e noi crediamo che il dialogo di presentazione avvenga come lo vede Mary ed anche il controcampo successivo, dalla porta all’interno della casa mentre i due entrano, ci illude ancora di seguire lo sguardo di Mary.
Il personaggio di Danny, l’assassino, presenza inquietante ma incorporea della parte centrale del film, entra in scena con un dialogo con la sorella che cerca di convincerlo a costituirsi: Ray ci mostra solo il suo corpo, mai il suo viso che verra’ mostrato sono nello scontro fisico con Jim, poco prima che l’intervento del padre della ragazza che ha ucciso ne causi accidentalmente la morte, quest’ultimo ne vedra’ il volto solo dopo l’incidente scoprendo che si tratta di un ragazzo e nella figura del giovane disturbato possiamo riconoscere un perdente, uno dei losers tanto cari alla poetica di Nicholas Ray.
#1 13 Aprile 2005 – 21:13
motivi per vedere il resto di niente?
ragioni storiche sicuramente, se come me non conosci bene la rivoluzione del 1799…
la buona prova di crostatina demedeiros anche….
se fossi napoletana poi potresti trovare qualche motivo d’interesse anche nel tipo di dialetto che si parlava 200 anni fa…
snorkrom
#2 14 Aprile 2005 – 12:49
tutte ragioni valide, a cui aggiungo un po’ di sana curiosita’! 😉
Avag
#1 13 Aprile 2005 – 21:13
motivi per vedere il resto di niente?
ragioni storiche sicuramente, se come me non conosci bene la rivoluzione del 1799…
la buona prova di crostatina demedeiros anche….
se fossi napoletana poi potresti trovare qualche motivo d’interesse anche nel tipo di dialetto che si parlava 200 anni fa…
snorkrom
#2 14 Aprile 2005 – 12:49
tutte ragioni valide, a cui aggiungo un po’ di sana curiosita’! 😉
Avag