Le chiavi di casa

Gianni parrebbe un uomo realizzato: un buon lavoro, una moglie e un figlio nato da poco, ma Gianni ha anche un altro figlio avuto quindici anni prima da una compagna morta durante il difficile parto che ha martoriato per sempre anche la salute del neonato, Paolo, il figlio che Gianni non ha mia voluto conoscere fino a quando si vede costretto ad accompagnarlo a Berlino per delle cure specialistiche.


Le chiavi di casa
Con questo film, Gianni Amelio sconfigge ancora una volta ogni pregiudizio di falso buonismo sul suo cinema e affronta con il pudore che gli e’ solito una storia difficile che sulla carta rischia di essere patetica, il regista non solo evita di scadere nel pietismo ma con il suo scabro studio, quasi entomologico, della quotidianita’ del dolore fa della storia di Gianni e Paolo una parabola della malattia in cui tutti noi possiamo riconoscerci: anche se non ci e’ capitata la sventura di dover assistere a una sofferenza cosi’ immensa da arrivare ad invocare la morte, tutti hanno versato quelle lacrime di rassegnazione e sconfitta di fronte a una realta’ che pensavano di poter sostenere.
LechiavidicasaCome ne Il ladro di bambini, il film e’ ambientato durante un viaggio in treno, mentre pero’ nel primo film la direzione era verso un luogo che avesse un calore familiare, ora il mezzo si muove verso una terra straniera, prima Berlino, poi la Norvegia, luoghi di cui nessuno dei due protagonisti conosce la lingua, a simboleggiare i balbettii di un rapporto che si deve costruire. Dei due protagonisti il piu’ debole sarebbe, a rigor di logica, il figlio, ma il cammino che il padre deve ancora fare nell’accettare il proprio dolore e’ molto piu’ complicato, anche il dolore passato: il racconto della drammatica nascita di Paolo e’ uno tra i momenti piu’ intensi della pellicola.
Ottima l’interpretazione del cast, soprattutto quella di Charlotte Rampling che ha un ruolo direi di guida nella discesa nell’inferno della sofferenza, padrona di una serenita’ non scevra di terribili angosce.
Una particolarita’: il libro che il personaggio interpretato dalla Rampling legge, Nati due volte di Giuseppe Pontiggia, e’ quello da cui Amelio ha tratto la sceneggiatura di questo film.

4 commenti a “Le chiavi di casa

  1. #1 24 Settembre 2004 – 17:34
    Quindi insomma, dici che ci devo andare. Però io mi sono già prenotata per Spiderman domani… 😉
    garnant
    #2 24 Settembre 2004 – 18:00
    …proviamo allora…
    spider
    #3 24 Settembre 2004 – 18:02
    Allora mi tocca ricredermi e andare a vederlo…
    emanuelazini
    #4 26 Settembre 2004 – 14:01
    non e’ che ci “dovete” andare garnat… 🙂
    la tematica puo’ essere fastidiosa, cmq il film e’ fatto bene e parlando anche con chi lavora nel settore dell’handicap, e’ stato giudicato realistico
    Avag
    #5 27 Settembre 2004 – 08:54
    condivido la tua recensione. Andate a vederlo 😉
    fringe
    #6 27 Settembre 2004 – 10:45
    oddio fringe! siamo d’accordo.. :-O
    ma non durera’ 😉
    Avag
    #7 27 Settembre 2004 – 14:17
    ecco esatto, proprio buonista non è. un piccolo ma piccolo applauso.
    kekkoz
    #8 27 Settembre 2004 – 16:51
    dato che anche con te i gusti non collimano mai, kekkoz, mi accontento di avere un piccolo applauso in comune 🙂
    Avag
    #9 30 Settembre 2004 – 13:56
    non è vero che non collimano mai, dai…
    kekkoz

  2. #1 24 Settembre 2004 – 17:34
    Quindi insomma, dici che ci devo andare. Però io mi sono già prenotata per Spiderman domani… 😉
    garnant
    #2 24 Settembre 2004 – 18:00
    …proviamo allora…
    spider
    #3 24 Settembre 2004 – 18:02
    Allora mi tocca ricredermi e andare a vederlo…
    emanuelazini
    #4 26 Settembre 2004 – 14:01
    non e’ che ci “dovete” andare garnat… 🙂
    la tematica puo’ essere fastidiosa, cmq il film e’ fatto bene e parlando anche con chi lavora nel settore dell’handicap, e’ stato giudicato realistico
    Avag
    #5 27 Settembre 2004 – 08:54
    condivido la tua recensione. Andate a vederlo 😉
    fringe
    #6 27 Settembre 2004 – 10:45
    oddio fringe! siamo d’accordo.. :-O
    ma non durera’ 😉
    Avag
    #7 27 Settembre 2004 – 14:17
    ecco esatto, proprio buonista non è. un piccolo ma piccolo applauso.
    kekkoz
    #8 27 Settembre 2004 – 16:51
    dato che anche con te i gusti non collimano mai, kekkoz, mi accontento di avere un piccolo applauso in comune 🙂
    Avag
    #9 30 Settembre 2004 – 13:56
    non è vero che non collimano mai, dai…
    kekkoz

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