Italia70: il cinema a mano armata

Il documentario e’ stato la punta di diamante della serata conclusiva del  festival  cinematografico di Gavi,
di cui e’ stato protagonista l’immarcescibile Claudio G. Fava con il
suo spirito caustico; anche Ottavia Piccolo, che nel corso della serata
ha ritirato un premio si e’ dimostrata persona squisita ed ironica.

CabiriaDa sottolineare come, con la donazione da parte dell’associazione
Museo Nazionale del Cinema di uno spartito originale delle musiche di Cabiria, composte da Manlio Mazza contenenti la Sinfonia del fuoco
di Ildebrando Pizzetti, il Museo del Cinema di Torino sia in possesso
di tutto il materiale concernente l’opera di Pastrone, dato che
recentemente ha acquisito anche l’eredita’ di casa Pastrone, scoprendo
materiali inediti sul film che rivoluziono’ la cinematografia mondiale
(ispiro’ D.W. Griffith per Intolerance): di queste scoperte il
direttore Barbera non ha voluto parlare ma il Museo sta lavorando
perche’ tutto possa essere pronto per creare uno degli eventi di Torino
2006.

Veniamo finalmente al documentario, che sara’ in rotazione su Sky
tutto il mese di ottobre, ad apertura di un ciclo sul genere
“poliziottesco” italiano.

Italia70Protagonista e’ Umberto Lenzi, maestro indiscusso dell’epoca che
racconta genesi e sviluppi del filone, recandosi anche sui luoghi che
trent’anni fa fecero da set ai suoi film.
Altri interventi importanti sono quelli di Enzo Castellari, noto
regista dell’epoca, di Ray Lovelock, attore oggi riciclato dalle
fiction ma che esordi’ in questi film, degli attori americani John
Saxon e Henry Silva che nei polizieschi italiani ebbero spesso ruoli da
antagonista per garantire la vendita sul mercato americano. Guest star
e’ Quentin Tarantino che spiega l’importanza che questi film ebbero
nella sua formazione.

Molto interessante e’ capire come nasce il genere: gli anni ‘70 sono
compresi tra la strage di Piazza Fontana e l’omicidio di Aldo Moro,
anni che videro il sorgere della lotta armata all’interno del Paese,
dove rapine e omicidi erano all’ordine del giorno e il cinema non fece
altro che ispirarisi a questa tragica realta’, questa genesi mi ricorda
quella del cinema horror americano che trovava le sue motivazioni piu’
profonde nella violenza della guerra del Vietnam come racconta il
documentario American Nightmare

La spericolatezza delle riprese, fatte di inseguimenti in mezzo
alle citta’, scene pericolose senza cascatori, di piccole bruciature
dovute alle cariche che simulavano le esplosioni di colpi di pistola,
ricorda invece gli action movie di Hong Kong, come sono raccontati
nella biografia di John Woo dove spesso la paura degli attori non era
solo simulata ma vissuta in prima persona.

Un documentario interessante, da non perdere che permette di conoscere meglio un filone del cinema italiano finora dimenticato.

2 commenti a “Italia70: il cinema a mano armata

  1. #1 22 Settembre 2004 – 15:42
    Esimia Ava! Pensa che sono stato pochi giorni orsono in quel dell amole antoneliana… Mooolto itneressante il museo, anche se non ho ben capito di chie rano le due scrivanie da detective che son cola’ custodite… :*(
    PS G sta per Gardner, vero ? Lo sospettavo da tempo :*)
    ode
    #2 22 Settembre 2004 – 17:02
    e’ veramente un bel museo in effetti, molto scenografico, anche se non mi sovvengon le due scrivanie.. :-/
    Avag
    #3 22 Settembre 2004 – 19:56
    ..potenza del cinema…mettere in scena inquietudini contemporanee e future…il cinema è una sorta di inconscio collettivo…piu’ esaustivo di migliaia e migliaia di trattati storico sociologici…
    spider
    #4 22 Settembre 2004 – 22:08
    Indimenticabile il genere polizziottesco di cui Maurizio merli fu l’icona. E’ parte della storia del cinema e di quello straordinario periodo che furono gli anni ’70. Sul tema dell’importanza del documentare la stroria t’invito a dire la tua sul cinema di Micheal Moore nel mio blog. Un saluto. Rob.
    Nonostantetutto
    #5 23 Settembre 2004 – 01:54
    gia’ spdre, potenza del cinema, non della televisione che ci ammorba con l’ossessiva ripetitivita’ delle sue immagini vuote.. :-/
    ciao Rob, vengo a trovarti 🙂
    Avag
    #6 23 Settembre 2004 – 13:45
    …la televisione è la versione manipolata dell’inconscio collettivo…
    riflettevo qualche giorno fa:
    LA SQUADRA
    LA OMICIDI
    IL MARESCIALLO ROCCA
    I CARABINIERI
    DISTRETTO DI POLIZIA
    e un altro paio che neanche mi ricordo…qualcuno sta tentando forse di dare un immagine di un paese migliorato come ordine pubblico(come da promessa)?..poi questi tutori/trici dell’ordine…tutti rappresentati come sensibili e attenti alla psicologia umana…come del resto già sapevano i dimostranti che dormirono alla scuola Diaz di Genova…
    spider
    #7 23 Settembre 2004 – 16:45
    La squadra la guardo e posso dire che prosegue il filone del giallo televisivo che e’ tipico della Tv ( da maigret a squadra mobile con Vannucchi nei primi anni’70)
    gli altri effettivamente potrebbero rispondere a quella logica che tu intravedi: nessuna articolazione nel plot, elementi di commedia …
    Avag
    #8 23 Settembre 2004 – 17:02
    …il serial poliziesco in sè non mi disturba…è la diffusione che mi rende sospettoso…in piu’ effettivamente alcuni sono anche “confezionati” malissimo e recitati peggio…(aaah Maigret…quanti ricordi hai suscitato…)
    spider
    #9 23 Settembre 2004 – 17:17
    ma hai ragione: certi sembrano proprio spot pro forze dell’ordine e il genere e’ stranamente fiorito da quando c’e’ questo governo, soprattutto sulle reti mediaset,ma saranno solo coincidenze, no?
    :-/
    Avag
    #10 23 Settembre 2004 – 17:31
    …NATURALMENTE………:(
    spider

  2. #1 22 Settembre 2004 – 15:42
    Esimia Ava! Pensa che sono stato pochi giorni orsono in quel dell amole antoneliana… Mooolto itneressante il museo, anche se non ho ben capito di chie rano le due scrivanie da detective che son cola’ custodite… :*(
    PS G sta per Gardner, vero ? Lo sospettavo da tempo :*)
    ode
    #2 22 Settembre 2004 – 17:02
    e’ veramente un bel museo in effetti, molto scenografico, anche se non mi sovvengon le due scrivanie.. :-/
    Avag
    #3 22 Settembre 2004 – 19:56
    ..potenza del cinema…mettere in scena inquietudini contemporanee e future…il cinema è una sorta di inconscio collettivo…piu’ esaustivo di migliaia e migliaia di trattati storico sociologici…
    spider
    #4 22 Settembre 2004 – 22:08
    Indimenticabile il genere polizziottesco di cui Maurizio merli fu l’icona. E’ parte della storia del cinema e di quello straordinario periodo che furono gli anni ’70. Sul tema dell’importanza del documentare la stroria t’invito a dire la tua sul cinema di Micheal Moore nel mio blog. Un saluto. Rob.
    Nonostantetutto
    #5 23 Settembre 2004 – 01:54
    gia’ spdre, potenza del cinema, non della televisione che ci ammorba con l’ossessiva ripetitivita’ delle sue immagini vuote.. :-/
    ciao Rob, vengo a trovarti 🙂
    Avag
    #6 23 Settembre 2004 – 13:45
    …la televisione è la versione manipolata dell’inconscio collettivo…
    riflettevo qualche giorno fa:
    LA SQUADRA
    LA OMICIDI
    IL MARESCIALLO ROCCA
    I CARABINIERI
    DISTRETTO DI POLIZIA
    e un altro paio che neanche mi ricordo…qualcuno sta tentando forse di dare un immagine di un paese migliorato come ordine pubblico(come da promessa)?..poi questi tutori/trici dell’ordine…tutti rappresentati come sensibili e attenti alla psicologia umana…come del resto già sapevano i dimostranti che dormirono alla scuola Diaz di Genova…
    spider
    #7 23 Settembre 2004 – 16:45
    La squadra la guardo e posso dire che prosegue il filone del giallo televisivo che e’ tipico della Tv ( da maigret a squadra mobile con Vannucchi nei primi anni’70)
    gli altri effettivamente potrebbero rispondere a quella logica che tu intravedi: nessuna articolazione nel plot, elementi di commedia …
    Avag
    #8 23 Settembre 2004 – 17:02
    …il serial poliziesco in sè non mi disturba…è la diffusione che mi rende sospettoso…in piu’ effettivamente alcuni sono anche “confezionati” malissimo e recitati peggio…(aaah Maigret…quanti ricordi hai suscitato…)
    spider
    #9 23 Settembre 2004 – 17:17
    ma hai ragione: certi sembrano proprio spot pro forze dell’ordine e il genere e’ stranamente fiorito da quando c’e’ questo governo, soprattutto sulle reti mediaset,ma saranno solo coincidenze, no?
    :-/
    Avag
    #10 23 Settembre 2004 – 17:31
    …NATURALMENTE………:(
    spider

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *