Ho fatto morire John Ford un mese prima!

Potrei giustificarmi dicendo che e’ tutta colpa di un refuso di FilmTv, avvallato dal fatto che il 31 luglio sia andato in onda in prima serata su Rai3 un film di Ford, fatto sta che non mi ci sarebbe voluto molto per documentarmi meglio..

Ma credo che il vecchio Jack se la rida nei grandi cieli della Monument Valley: del resto ancora oggi non si sa se il suo vero nome sia Sean Aloysius O’feeney oppure John Martin Feeney e anche sulla data di nascita ci sono discrepanze, ma del resto Omero ha una identita’ precisa? perche’ questo e’ il Guercio che faceva western: il cantore della mitologia moderna e l’epica ha sempre come base lo scontro tra due civilta’: agli Achei e ai Troiani si sostituiscono i pionieri e gli indiani, ma i valori sono sempre quelli: gli archetipi dell’umanita’.

about John Ford

Il 31 luglio scorso si celebravano i trent’anni dalla scomparsa del grande uomo che si chiamava John Ford e faceva western, mi sono dimenticata di "celebrarlo" il giorno esatto, ma la settimana seguente c’e stata la bagarre con il Capitano Stinkybeard sui ricordi piu’ o meno esatti di soldati a cavallo, il film che rai3 aveva trasmesso pe celebrare il trentennale.
Molto e’ stato scritto su di lui in queste settimane, ma sinceramente penso che il nostro sia stato involontariamente un ricordo molto bello e in perfetto stile Ford: l’humor, la "rissa" e la storia che si stempera nel mito, per cui era giustissimo pretendere che She wore a jellow ribbon aprisse Horse Soldiers: una traslitterazione degna de "l’uomo che uccise Liberty Valance".
Onore al grande P. James e soprattutto viva John Ford!

David Niven, the english gentleman

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A vent’anni esatti dalla scomparsa di un grande interprete della commedia inglese e americana, l’omaggio e’ doveroso.
David Niven, nato a Londra il 1º marzo 1910, ha rappresentato il prototipo del gentleman inglese: elegante sorriso ironico; sublime in Scala al Paradiso di Powell e Pressburger, lavoro’ anche con Lubitsch e Ford.
Vinse un oscar per una delle sue poche interpretazioni drammatiche Tavole separate, ma il ruolo tagliato su misura per lui resta il Phileas Fogg de Il giro del mondo in ottanta giorni.

Jeanette MacDonald

Il 18 giugno del 1903 nasceva “l’usignolo di Filadelfia”, così venne soprannominata una delle prime dive del musical, il nuovo genere cinematografico lanciato dalla nascita del sonoro nel 1927.
Strappata a Broadway da Ernst Lubitsch che la volle protagonista dei suoi primi film derivati dall’operetta viennese: Il Principe Consorte del 1929, Montecarlo nel 1930, Un’ora d’amore del 1932 e nel 1934 la sublime Vedova allegra, diventando così la partner ideale di Maurice Chevalier.
Terminata la collaborazione con Lubitsch la vediamo protagonista nel 1936 nel kolossal San Francisco assieme a Clark Gable e la canzone omonima diverrà nel 1984 uno delle due canzoni ufficiali della città.
Le altre sue interpretazioni possono essere definite di genere, quasi sempre accanto al baritono Nelson Eddy, con il quale compose una delle coppie più famose della Hollywood di allora, inferiori solo a Ginger Rogers e Fred Astaire. Dopo vent’anni la sua carriera cinematografica si conclude nel 1949 con il film Primavera di sole. L’attrice è morta il 14 gennaio del 1965.