L’illusionista

L'illusionista A sette anni da Appuntamento a Belleville, Sylvain Chomet torna ad incantarci con il suo cinema d’animazione sospeso e dolcemente melanconico che ne L’illusionista si mette al servizio di una sceneggiatura del grande comico francese Jacques Tati la cui poetica e’ caratterizzata da uno spaesamento stralunato molto vicina al mondo di Chomet, che gia’ lo omaggiava nel precedente lungometraggio.
Il plot e’ un classico del cinema, molto amato soprattutto dai grandi comici: un vecchio artista in declino che si prende cura di una ragazza e la accompagna sulle soglie della vita o del successo (penso al Calvero de Le luci della ribalta) per farsi poi da parte.
Chomet ci racconta con divertente leggerezza l’ultima un tournée in Inghilterra di un illusionista francese che ha le fattezze dello stesso Tati e si chiama Tatischeff, come il comico di origine russa che ha poi scelto come nome d’arte Tati. L’elemento metacinematografico e’ sempre presente tanto che a un certo punto il mago si rifugera’ in un cinema e incontrera’ il suo doppio “reale” in uno spezzone di Mio zio proiettato sul grande schermo.
La malinconia e’ certamente il tema centrale della pellicola: il declino dell’illusionista corrisponde anche alla fine di un certo teatro di varieta’ che viene soppiantato dalla televisione e dai nuovi idoli musicali per cui le ragazze si strappano i capelli (l’azione si svolge a cavallo degli anni ‘50/’60). Nonostante il mood malinconico non siamo di fronte a un film triste, anzi si ride molto e non bisogna neppure farsi intimidire dalla presunta difficolta’ di una pellicola quasi muta dove le poche parole pronunciate sono quasi un grammelot tra il francese di Taticheff, l’inglese dei vari coprotagonisti e lo scozzese della ragazza. La comicita’ non ha bisogno di parole, ce lo insegnarono proprio Charlie Chaplin e Jacques Tati dopo l’avvento del sonoro.

6 commenti a “L’illusionista

  1. Off topic: Perdonami, ma siccome non ricordo di avere aggiunto la tua recensione alla mia scheda de “L’illusionista” di Chomet (forse ero in ritardo con gli aggiornamenti), mi domandavo come avessi fatto ad entrare e modificarla.
    Grazie.

  2. Off topic: Perdonami, ma siccome non ricordo di avere aggiunto la tua recensione alla mia scheda de “L’illusionista” di Chomet (forse ero in ritardo con gli aggiornamenti), mi domandavo come avessi fatto ad entrare e modificarla.
    Grazie.

  3. essendo admin del blog posso modificare tutti i post, non solo i miei. Una volta aggiungevo anche i voti degli altri, ora, causa il poco tempo a disposizione, mi limito ad aggiungere direttamente il mio voto alla scheda, con lo scopo di alleviare, anche se in modo infinitesimale, l’onere di aggiornare a chi ha aperto la scheda. Spero che questo non ti disturbi, data la bonta’ dell’intenzione 🙂

  4. essendo admin del blog posso modificare tutti i post, non solo i miei. Una volta aggiungevo anche i voti degli altri, ora, causa il poco tempo a disposizione, mi limito ad aggiungere direttamente il mio voto alla scheda, con lo scopo di alleviare, anche se in modo infinitesimale, l’onere di aggiornare a chi ha aperto la scheda. Spero che questo non ti disturbi, data la bonta’ dell’intenzione 🙂

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