Vita privata

Vie privée
Francia 2025
con Jodie Foster, Daniel Auteuil, Vincent Lacoste, Park Ji-min, Virginie Efira, Mathieu Amalric, Luàna Bajrami, Noam Morgensztern, Sophie Guillemin, Frederick Wiseman, Aurore Clément, Irène Jacob, Jean Chevalier
regia di Rebecca Zlotowski

La psichiatra Lillian Steiner inizia improvvisamente a lacrimare quando Paula, una sua paziente si suicida, non sapendo come risolvere il problema si rivolge ad ipnotista. Lillian smette di lacrimare ma inizia a sospettare che Paula sia stata uccisa…

Il primo film di Jodie Foster in trasferta prealpina, è una commedia gialla che gioca sulle suggestioni e ironizza molto sulla psicanalisi.

Nonostante l’elegante ambientazione parigina, il film mi ha ricordato certe commedie inglesi d’anteguerra visto che Lillian chiede aiuto all’ex marito Gabriel per investigare prima sulla figlia poi sul marito della vittima.
Oltre che risolvere il caso che ovviamente va in tutt’altra direzione, i due ex risolveranno anche la loro situazione sentimentale chiarendo molti non detti e diventando buoni amici (trombamici se mi si permette il francesismo) senza tornare insieme per rispettare i propri spazi.

Lillian ritroverà anche la passione per il proprio lavoro tornando ad ascoltare i propri pazienti invece di delegare tutto alle registrazioni.
Un film piacevole che dietro l’impianto giallo nasconde una riflessione sull’essere presenti a se stessi senza assolvere in automatico i ruoli lavorativi e familiari.

Ultimo cameo da attore per il regista Frederick Wiseman, scomparso il febbraio scorso, nei panni del dott. Goldstein, mentore di Lillian.

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