The big white

Paul Barnell vorrebbe riscuotere la polizza sulla vita del fratello, scomparso da cinque anni, cosi’ da poter curare al meglio la moglie affetta da Sindrome di Tourette, ma in Alaska la riscossione e’ possibile solo dopo sette anni di morte presunta. Allora Paul si impossessa di un cadavere facendolo passare per quello del congiunto, ma un funzionario dell’assicurazione subodora la truffa ed i guai sono appena all’inizio..


Big_white


E’ tutto bianco in questo film diretto da Mark Mylod: i paesaggi innevati dell’Alaska, gli uffici dell’assicurazione, le pareti di casa di Paul e quelle della sua agenzia turistica, ovviamente le sfumature di bianco sono innumerevoli, ad esser piatto e monotono invece, e’ il plot del film che dimostra tristemente come anche la commedia indipendente segua ormai dei cliche’ predefiniti: i personaggi strampalati, la truffa giustificabile, i gangster di buon cuore e pasticcioni, tutto e’ talmente prevedibile da risultare irritante: c’e’ qualche buona gag e qualche bella battuta ma si perde in un mare di noia.
Da salvare, almeno parzialmente il cast: se Robin Williams non e’ certo memorabile, Holly Hunter gioca bene con la (presunta?) Sindrome di Tourette, mentre Giovanni Ribisi nei panni del funzionario e’ al solito grandioso.

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