Patrizia e il dittatore

StorminateacupStorm in a Teacup
UK 1937
con Rex Harrison, Vivien Leigh, Cecilia Parker, Sara Allgood, Ursula Jeans, Gus McNaughton, Edgar Bruce
regia di Ian Dalrymple e Victor Saville

Il giornalista Frank Burdon incontra la bella Victoria appena sbarcati dal traghetto che li ha portati a Baikie, in Scozia. Quello che il giornalista non sa è che la ragazza è figlia del borioso sindaco che ha ambizioni politiche più elevate. Quando Patrizia, la cagnetta di una povera gelataia rischia di esser soppressa perché la proprietaria non ha pagato la tassa sul possesso del cane, il giornalista mette alla berlina il sindaco. Inizia uno scontro che finirà nelle aule di tribunale ma il sindaco riununcerà alla causa per salvare Victoria dallo spergiuro, mossa a cui la ragazza è ricorsa per cercar di metter pace tra il padre e l’amato giornalista.

Divertente commedia inglese che cela una vena sottile di critica contro il nazifascismo: le riprese dal sotto in su del sindaco dal mento proteso o i discorsi tenuti alla fiera bovina sul miglioramento della razza da applicare anche agli uomini sono una presa in giro di Hitler e Mussolini.
Satira bonaria come dice il titolo originale “Tempesta in un bicchier d’acqua” e quando la situazione precipita la tempesta atmosferica viene mostrata davvero con in sovrimpressione i volti dei personaggi coinvolti.
Le battute sono fulminanti, tipicamente british, sottolineando le diversità tra scozzesi e il resto del Regno Unito e una certa insofferenza verso la legge con i protagonisti del processo che rifiutano i pareri dei loro avvocati, Burdon arriverà anche a difendersi da solo mettendo il povero giudice nella classica situazione da commedia di dover tenere a bada un dibattimento sempre più surreale.




Storminateacup


Un film piacevole che permette di vedere i due protagonisti nel periodo prehollywoodiano, in cui confermano le doti che le renderanno star cinematografiche di prima grandezza.

Quelli di Caterpillar

Quelli dicaterpillar Spiace molto dover criticare una trasmissione televisiva i cui contenuti sono ineccepibili riproponendo in video la formula del programma radiofonico Caterpillar su cui si innesta l’alto valore aggiunto di Philippe Daverio.
Le lacune sono tutte sul versante tecnico con una regia francamente incapace di gestire lo sguardo spaesato dei conduttori non abituati alla lucina rossa della telecamera, proponendo inquadrature insensate dall’alto o dietro al vetro per ricordare la provenienza radiofonica. La prima puntata e’ stata una vero disastro, adesso la situazione e’ decisamente migliorata anche se ci sono errori macroscopici nelle composizioni piu’ elementari, ad esempio nel minuto dedicato al sindaco, il politico e’ ripreso di tre quarti sulla sinistra del teleschermo e il minutaggio occupa esattamente la stessa porzione di quadro coprendo parte del primo piano e lasciando fastidiosamente vuota l’laltra meta’ dello schermo.
La stessa disattenzione si ripropone anche nel mixaggio audio dove i passaggi da studio ai collegamenti lasciano sempre a desiderare, con l’audio esterno ancora aperto ad alto volume quando in studio si commenta il contributo ormai passato.
La direzione tecnica del programma sembra essere in mano a stagisti scarsamente coinvolti, bruciando l’’occasione di un programma leggero e intelligente proposto in una fascia insolita. Sara’ un tentativo di affossare solo uno degli ultimi progetti dell’ex direzione Di Bella o la conferma della volonta’ di mandare a ramengo tutta la tivu’ di stato?