A Frank Gehry, celeberrimo architetto, e’ stato chiesto spesso di poter girare un documentario sul suo lavoro, con l’originalita’ che lo contraddistingue Gehry ha proposto a Sidney Pollack di girare il documentario proprio perche’ Pollack non si era mai cimentato con questo genere; il lavoro che ne esce rispetta sicuramente i canoni del documentario classico ma come valore aggiunto c’e’ un rapporto paritario ta due artisti: a volte Pollack pone le domande facendo riferimento al personale processo di creazione, quindi il documentario, seppur in maniera indiretta finisce per parlarci anche di Pollack.
Nonostante il rapporto di amicizia che lega i due artisti Pollack non si preoccupa di svelare qualche ombra della personalita’ di Gehry, soprattutto nel rapporto dell’architetto con il suo staff; in ogni caso quel che ne esce e’ il ritratto perfetto del sogno americano: canadese, ebreo (il cui vero nome e’ Frank Owen Goldenberg) figlio di un uomo soggetto a un fallimento economico, Gehry arriva tardi all’architettura ma poi con un azzardato salto nel vuoto ne diventa il rappresentante piu’ famoso, stravolgendone completamente i canoni ufficiali.
Da sottolineare ancora una volta la pessima scelta del doppiaggio italiano che opta per il doppio sonoro: battute originali ripetute poi dalle voci italiane, con il rischio di sovrapposizione e la fatica, da parte dello spettatore di concentrarsi su almeno una delle due lingue: personalmente avrei preferito una versione originale sottotitolata