La foresta dei pugnali volanti

Durante il declino della dinastia Tang nasce la setta dei Pugnali Volanti, un’affiliazione ribelle che vuole opporsi alla corruzione dello stato; due ufficiali della guardia imperiali si interessano a una giovane e bellissima danzatrice cieca, probabile membro dei Coltelli Volanti, per smascherare il nuovo capo dell’organizzazione: uno dei due, l’affascinate Jin si finge un cavaliere errante disposto ad aiutarla con lo scopo recondito di carpire la fiducia della ragazza, ma nulla sarà come sembra…



Houseofflyingdaggers


Zhang Yimou, dopo il successo di Hero dichiara di  esser ormai padrone di tutti i segreti della wuxia e ci propina questo melodrammone noioso ed inconsistente.

Fatta salva la perfezione cromatica delle immagini, l’unica innovazione che il regista apporta è la manierizzazione degli
spettacolari momenti d’azione caratteristici del cappa e spada cinese, dilatando i tempi e rendendo le coreografie cosi’ lunghe e ridondanti da perdere tutto il loro fascino, lo si capisce gia’ nel momento del balletto alla Casa delle Peonie, che pure resta il segmento piu’valido del film, quando il passo dell’eco danzante e’ ripetuto all’infinito in un continuo crescendo di difficolta’ e il regista, preso dal virtuosismo si dimentica di celare la presenza della controfigura (ottima, per carità!) che sostituisce la bella Zhang Ziyi.



Forestapugnalivolanti


Sulla storia d’amore, presunto cardine del film sarebbe meglio calare un velo pietoso: a parte i dialoghi che farebbero indignare anche gli sceneggiatori di Beautiful, non e’ possibile che il terzo elemento di un triangolo amoroso si scopra ben oltre la meta’ del film: quei dieci minuti di colpi di scena che anticipano il sotto finale e che illudono lo spettatore che il film si riprenda con un colpo di coda sono buttati li’ a casaccio.
LaforestadeipugnalivolantiLa parte conclusiva e’ veramente allucinante: il combattimento si vena di sfumature gore con improvvisi fiotti di sangue che schizzano sulla neve ma l’apoteosi arriva quando la ballerina ferita al cuore da qualche ora (giace al suolo ricoperta da almeno trenta centimetri di neve!) si rialza per la disperazione del pubblico in sala che non aspettava altro che la morte dei due contendenti e ora si ritrova tra i piedi un’ altra ingombrante protagonista che si sperava fosse schiattata da tempo, se non altro di ipotermia!
Un’esperienza veramente deludente, soprattutto per chi era restato ammaliato dalla purezza formale e cromatica di Hero