Il mistero della camera nera

The Black Room
USA 1935, Columbia
con Boris Karloff, Marian Marsh, Robert Allen, Thurston Hall, Katherine DeMille, John Buckler, Henry Kolker, Sidney Bracey, Helena Grant, Colin Tapley, Marion Lessing, Torben Meyer
regia di Roy William Neill



Il mistero della camera nera


Sul casato dei Berghman aleggia una fosca profezia riportata nel motto di famiglia: il casato, nato dal fratricidio di due gemelli, si estinguerà quando nasceranno nuovamente due gemelli. La cosa accade sul finire del XVIII secolo, ben presto il secondogenito Anton lascia il castello oppresso dal peso della maledizione ma dopo una decina d’anni il gemello Gregor lo invita caldamente a tornare a casa. Gregor de Berghmann è odiato dagli abitanti del villaggio perché ritenuto responsabile della sparizione di diverse giovani donne; quando viene ritrovato nel castello lo scialle della sua ultima vittima, la cameriera Mashka, Gregor propone di cedere l’amministrazione delle proprietà ad Anton, in realtà Gregor ha invitato il gemello a tornare per ucciderlo e spacciarsi per lui. Il piano riesce piuttosto bene ma sarà Thor il fedele cane di Anton a svelare lo scambio di persona e a far scoprire che Gregor nel corso degli anni aveva riaperto la nefanda camera nera murata alla nascita dei due gemelli per impedire che la profezia si compisse nel luogo predestinato.



The black room


Un dignitoso film gotico con qualche vaga reminiscenza de Il gatto nero di Edgar Allan Poe, in questo caso è il cane che svela la presenza del pozzo dove Gregor nasconde le sue vittime e fa cadere il perfido barone sul corpo del fratello minore in modo che la lama che lo aveva trafitto uccida anche Gregor avverando così la profezia dei Berghmann che voleva che il gemello minore uccidesse il maggiore.
Il film, basto su una leggenda ungherese fu fortemente voluto dall’attore Boris Karloff che ambiva cimentarsi con un doppio ruolo, e la performance dell’attore è ritenuta ancora oggi molto valida.



Ilmistero dellla camera nera


Non ci sono particolari effetti speciali nella messa in scena dei due gemelli, tutto viene risolto con controcampi o sovrapposizioni della pellicola per mettere nella stessa scena i fratelli.
Anche le scene horror sono poche, giusto i corpi in decomposizione in fondo al pozzo, mentre l’armamentario gotico è mostrato in gran profusione: cimiteri, corvi, prigioni e ovviamente la camera nera che è una stanza di tortura dalle pareti di onice nero.



Ilmistero della cameranera


[Spoiler] Il crudele Gregor si distingue per una sensualità piuttosto laida che traspare nel modo brutale con cui corteggia la nobile Thea: il piano di fingersi Anton nasce per poter sposare la bella nipote del colonnello Hassell, il vecchio ufficiale viene ucciso per aver visto che il falso Anton usa il braccio atrofizzato per firmare i documenti e sarà sempre l’uso del braccio fintamente paralizzato per difendersi dall’attacco del cane che rivela a tutti lo scambio di persona, salvando Thea da un infelice matrimonio e permettendole di riunirsi all’amato tenente accusato della morte dello zio.

L’angelo nero

Black Angel
USA 1946, Universal
con Dan Duryea, June Vincent, Peter Lorre, Broderick Crawford, Constance Dowling, Wallace Ford, Freddie Steele, John Phillips
regia di Roy William Neill



Blackangel


Catherine Bennett è la moglie di un uomo accusato di aver ucciso la propria amante, la cantante Mavis Marlowe. Nonostante lui si proclami innocente, viene condannato alla sedia elettrica: Catherine, convinta dell’innocenza del marito insiste per cercare l’unica prova che può scagionarlo, una spilla a forma di cuore rubata dopo il delitto. Inizia le sue indagini dal compositore di canzoni Martin Blair, il marito della vittima che decide di aiutare la donna a scoprire la verità…



L'angelonero


Un noir ricordato solo per esser stato tratto dall’omonimo romanzo di Cornell Woolrich che meriterebbe miglior fama.
La storia è un crescendo di tensione con i sospetti concentrati sul losco prorietario di un locale che porta i due protagonisti a fingersi una coppia di artisti in cerca di scrittura stringendo ulteriormente il loro legame. Il losco  Marko era ricattato da Marvis ma non è il colpevole che viene rivelato con un colpo di scena tipico di Woolrich e caratteristico anche del genere noir SPOILER Martin, respinto da Catherine, si ubriaca e torna in un locale dove si era recato la notte dell’omicidio e incontra nuovamente la donna a cui quella sera aveva regalato la spilla. Portato in ospedale in coma etilico, l’uomo ricorda di aver ucciso la moglie e si costituisce appena in tempo per salvare Kirk Bennett dal patibolo. Il caso sembra il motore della scoperta del delitto ma se è un caso rincontrare la stessa donna al bar, a condurre Martin di nuovo nel locale sembra essere più il senso di colpa che logora il suo inconscio.



Blackangel


Anche se qualche punto della storia non è chiaro, una caratteristica abbastanza comune al noir, le soluzioni registiche sono molto buone: la sequenza iniziale con Martin appostato sotto il palazzo di Marvis la notte del delitto che è anche il loro anniversario di nozze, le ombre che si fanno più espressionistiche man mano che aumenta la tensione e soprattutto il flash back dell’omicidio dove le immagini hanno un effetto ondulato come se fossero riflesse sull’acqua.



L'angelo nero


L’angelo nero fu l’ultimo film del regista, artigiano scrupoloso che aveva diretto alcuni film dello Sherlock Holmes interpretato da Basil Rathbone; la vittima, Mavis Marlowe, era interpretata dall’attrice Constance Dowling, che ebbe una relazione con Cesare Pavese, l’ultima prima del suicidio dello scrittore; era la sorella di Doris Dowling, la protagonista di Riso Amaro.