I misteri del giardino di Compton House

GB. 1982
con Anthony Higgins, Janet Suzman, Anne Louise Lambert, Hugh Fraser, Neil Cunningham, Suzanne Crowley, Michael Feast, David Gant, Dave Hill, Lynda Marchal, Nicholas Amer
regia di Peter Greenaway



I misteri delgiardino di compton house


Mrs. Herbert vuole far realizzare dodici vedute della proprietà come regalo al marito, in viaggio per affari e pur di convincere il disegnatore di grido Mr. Neville, arriva a far mettere la clausola di concessione di favori sessuali nel contratto in cui assume il giovane artista. Mr Neville prende molto seriamente il suo lavoro e pretende che nelle ore in cui dipinge gli scorci né persone né animali entrino nelle sue inquadrature. Ben presto però alcuni elementi inquietanti compaiono sulle scene da dipingere, a farli notare al pittore, spiegando che potrebbero essere gli indumenti di Mr. Herbert è la figlia, Mrs.Talmann che a sua volta stipula un contratto di carattere sessuale con il vedutista. Al termine dei dodici disegni si scopre il cadavere di Mr. Herbert e i minuziosi disegni diventano improvvisamente una prova di quanto avvenuto a Compton House. Mr Neville scoprirà a sue spese di essere stato l’ingenuo strumento di una macchinazione che comprende tutti gli abitanti della proprietà e verrà ucciso e i suoi disegni distrutti.

I misteri del giardino di Compton House è il film che ha dato notorietà al regista gallese proveniente dal mondo della pittura (i disegni del film sono realizzati da lui) e dal cinema sperimentale.
Con il suo consueto gusto del grottesco, Greenaway ci descrive una società piegata al denaro e al potere: le due donne protagoniste non possono ereditare la proprietà, pur derivando dai beni del padre di Mrs. Herbert, è destinata alla linea maschile quindi al signor Herbert o peggio al fatuo e impotente Mr. Talmann, per questo motivo inscenano tutto il raggiro per eliminare Mr. Herbert e dare l’opportunità a Mrs. Talmann di avere un figlio quindi un erede diretto per Compton House.
Il vanesio Mr Neville non si accorge di essere finito in una situazione più grande di lui, la sua estraneità al mondo di Compton House è rappresentato dal suo abbigliamento, nero mentre realizza i disegni, in contrasto con il bianco degli altri personaggi e bianco quando torna in visita e tutta Compton House è vestita di nero, in lutto per la morte di Mr. Herbert.
Oltre che un divertito sberleffo libertino, il film è anche una riflessione sullo sguardo dell’artista, e quindi anche sul cinema: Mr. Neville utilizza una griglia per realizzare le sue opere che ricorda molto il principio della macchina da presa c’è un soggetto e una prospettiva e soprattutto una cornice che delimita l’interesse dell’artista lasciando fuori campo tutto quello che all’autore non interessa o non ritiene interessante.
Mrs. Talmann, quando al sesto disegno propone i suoi favori all’artista, lo avvisa del rischio principale in cui incorre: la troppa attenzione al suo lavoro, al dettaglio rischia di fargli perdere di vista la situazione complessa in cui si trova invischiato ma nonostante l’avviso Mr. Neville finisce dritto nella trappola che gli è stata tesa: la precisione dei suoi disegni a cui via via aggiunge anche gli indumenti della vittima sono una testimonianza pericolosa per il gruppo che ha ordito l’inganno così il disegnatore viene ucciso ma solo dopo essere stato accecato, un gesto fortemente simbolico che si lega ai rimandi della pittura classicista (Lorrain e Poussin) che stanno alla base delle raffinate inquadrature del film.

La Reggia di Venaria e i Savoia

Mosaic9016980Il recupero della reggia di Venaria Reale e’ un’operazione ambiziosa e costosa e sicuramente molto complessa.
La mostra sui Savoia che testimonia lo stato del recupero non e’ del tutto soddisfacente: lasciano perplessi i giardini, forse per ignoranza della spettatore che, abituato ai parchi secolari delle altre regge, italiane e non, si aggira deluso e spaesato per le aree appena rimesse a nuovo, dalle fragili piantumazioni recenti (qualcuna gia’ seccata).
Per vistare le parti recuperate della regga, circa un chilometro e mezzo di cammino tra citroneria e piano nobile, bisogna preventivare piu’ di un’ora (sotto il pungolo dei custodi): i materiali esposti per illustrare la storia di casa Savoia sono molteplici ed alcuni di sicuro pregio (Van Dyck, Reni e per le arti applicate regionali i nomi di tutto rispetto del Cignaroli e l’esimio ebanista Prinotto) ma l’esagerata sequela di opera non permette di godere di qualcosa in particolare, neppure degli allestimenti audiovisivi di Peter Greenaway che insieme a la corte di carta di Isabelle de Borchgrave sono rappresentazioni piu’ d’impatto rispetto alle quadrerie senza fine.
Tra gli allestimenti di Greenaway quello che mi e’ piaciuto di piu’ e’ quello che ripopola la cucina grande con il sempre bravo Giuseppe Battiston nei panni del capocuoco; in un altra sala sono riuscita a riconoscere Iaia Forte impersonare una delle figure femminili che vissero a corte, mentre mi e’ onestamente sfuggita la pettegola della Litizzetto.
Forse come cita l’introduzione del sito, sarebbe meglio sbrigare la visita con la corsa di 10 minuti ispirata a The dreamers di Bertolucci che si arresterebbe senza fiato davanti alla, questa si’ davvero meravigliosa e mozzafiato Galleria Grande.

La Reggia di Venaria e i Savoia.
Arte, magnificenza e storia di una corte europea

Venaria Reale, Torino
prorogata fino all’11 maggio 2008