La trama fenicia

The Phoenician Scheme
USA 2025
con Benicio del Toro, Mia Threapleton, Michael Cera, Tom Hanks, Bryan Cranston, Riz Ahmed, Jeffrey Wright, Scarlett Johansson, Richard Ayoade, Rupert Friend, Hope Davis, Benedict Cumberbatch, Bill Murray, Charlotte Gainsbourg, Willem Dafoe, Mathieu Amalric, F. Murray Abraham
regia di Wes Anderson

Anatole “Zsa-Zsa” Korda è un disinvolto faccendiere che sfida tutte le regole dell’economia per questo molto lo vogliono morto ma lui sopravvive a innumerevoli attentati aerei finché un giorno decide di designare come unica erede la figlia Liesl, che ha intrapreso il noviziato per farsi suora. La ragazza accetta soprattutto per scoprire se il padre ha veramente ucciso sua madre come si vocifera. Intanto un’agenzia governativa decide di sabotare l’ultimo progetto di Korda facendo lievitare i costi delle materie prime necessarie per l’opera faraonica e infiltra un proprio agente nell’entourage di Korda, ma la spia s’innamora di Liesl e passa dalla parte dei Korda…

Una volta tanto la traduzione pressoché letterale del titolo originale è più emblematica: se pensiamo ai vari significati del termine trama possiamo individuare subito le caratteristiche del film di Wes Anderson.

La trama intesa come sviluppo della storia è intricata ma poco approfondita per quanto racconti l’evoluzione di Korda da faccendiere senza scrupoli soprannominato Mr. 5% per la sua passione per le tangenti, incurante degli stipendi da fame degli operai del suo megaprogetto infrastrutturale in Fenicia a uomo che mette in gioco il proprio capitale per realizzare l’opera in cui crede.
Korda passa da padre assente per Liesl e i suoi nove fratelli minori che tiene in un convitto adiacente alla propria residenza pur di non averli tra i piedi al patriarca di una famiglia unita. C’è molta ironia ma poco studio dei personaggi.

E poi c’è la trama visiva: come mostrano i bellissimi titoli di testa ancora una volta Anderson si dimostra un magnifico costruttore d’immagini o meglio di mondi passando dai maniacali mondi miniaturizzati degli interni agli sfondi quasi metafisici del deserto.

Su questa trama d’arazzo si muovono una miriade di personaggi che interagiscono con Korda e la sua disfunzionale famiglia, su tutti il fratellastro Nubar l’odio tra i due consanguinei non è da spiegare rifacendosi ad un istinto primordiale di sopraffazione

…e tu vivrai nel terrore! – L’aldilà

Italia 1981
con Catriona MacColl, David Warbeck, Cinzia Monreale, Antoine Saint-John, Veronica Lazar, Al Cliver, Michele Mirabella, Giampaolo Saccarola, Laura De Marchi
regia di Lucio Fulci

Louisiana 1927: Zweick un pittore che vive in un hotel viene linciato dalla folla che lo ritiene uno stregone, crocifisso in cantina con della calce viva gettata sul volto; mentre si svolgono i fatti una ragazza ritrova un libro misterioso che contiene rivelazioni sull’hotel costruito su una delle sette porte dell’inferno. Nel 1981 Liza Merrill eredita il vecchio hotel e intende riaprirlo ma strani fenomeni sembrano ostacolare l’impresa che comporta la scomparsa di diverse persone coinvolte nella ristrutturazione. Liza incontra anche una ragazza cieca, Emily, che la invita ad abbandonare l’impresa.  L’unico disposto ad aiutare Liza sembra essere il dottor McCabe che ha soccorso il primo ferito durante i lavori all’hotel.  Intanto alcuni cadaveri, compreso quello di Zweick, vengono portati all’obitorio dove un collega di McCabe li sottopone a influssi elettromagnetici. Ben presto una massa di zombie incombe sull’ospedale e Liza e John in fuga si ritrovano nelle cantine dell’hotel: finiranno dentro a uno dei quadri dipinti da Zweick, nell’aldilà.

Il film viene considerato uno dei capolavori di Fulci e di certo è tra quelli che meglio permette di comprendere il modus operandi del regista: il citazionismo: il prologo con lo stregone dal viso sfigurato rimanda a La maschera del demonio di Bava, l’immobile costruito su una delle porte dell’inferno deriva da Inferno di Dario Argento e anche Veronica Lazar, una delle tre madri, torna nel film di Fulci come la custode dell’albergo che Liza eredita insieme alla struttura.

La schiuma sanguinolenta che aggredisce la figlia dell’idraulico rendendola cieca è una rielaborazione geniale di Blob.

Il piacere splatter: c’è nel regista un certo compiacimento nel dilungarsi nelle scene più splatter: l’occhio espulso in reazione al cranio spinto sul chiodo e soprattutto la lunga scena delle tarantole che aggrediscono il povero architetto (Michele Mirabella) che ha visto la pianta originale dell’hotel. Nonostante si veda chiaramente che alcuni ragni sono finti la scena resta disturbante ancora oggi.

Velocità di realizzazione, disponibilità al mercato: gli zombie furono voluti soprattutto dai produttori dopo il successo di Zombie 2.

A controbilanciare questa disponibilità commerciale c’è la completa libertà creativa dell’ultima parte dove la logica umana viene abbandonata e da un luogo ci si ritrova in un altro per finire nella metafisica pura della scena finale all’interno del quadro, già anticipata dalla composizione onirica dell’incontro di Liza con Emily (o meglio il suo fantasma).

Una curiosità sui numeri: gli anni in cui si svolgono gli eventi, gli anni dell’intervallo temporale, il numero della camera abitata dal pittore il cui campanello continua misteriosamente a suonare anche 54anni dopo, tutti questi numeri, dicevo, sommati danno 9 e basta capovolgerli per avere la diabolica triade di 6.

Il film è il capitolo centrale della trilogia della morte, i tre horror girati tra il 1980-81 dove Fulci unisce lo splatter a una dimensione più fantastica, ad unire le tre opere anche la presenza dell’attrice Catriona MacColl.