
Un altro interessante compleanno cade nella giornata di oggi, quello di
Keanu Reeves.
Il bell’attore nato in Libano il 2 settembre 1964 affronta la boa degli
"anta" in un momento delicato per la sua carriera: potrebbe essere
difficile scrollarsi definitivamente di dosso i panni di Neo, dopo
l’enorme successo della saga di Matrix, anche se i suoi precedenti sono di tutto rispetto e ha ben tre film in lavorazione.
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Tutto puo’ succedere
Harry e’ un vecchio scapolo impenitente, sfuggito fino ai 63 anni alle pastoie del matrimonio perche’ si e’ scelto sempre ragazze molto giovani: mai sopra i trenta. Un giorno conosce Erica, la madre di una delle sue giovanissime fidanzate e succede l’inevitabile, ma come affronteranno l’amore una cinquantenne divorziata e di successo e un sessantenne che non sa come si fa il fidanzato?
La regista Nancy Meyers (What women want) mette in scena una commedia degna della grande stagione brillante di Hollywood, con battute a raffica folgoranti e graffianti, soprattutto nella prima parte del film. C’ e’ forse qualche lungaggine di troppo, ma il tutto e’ sempre estremamente godibile.
Grande lezione di recitazione di due mostri sacri come Jack Nicholson e Diane Keaton che riescono ad essere patetici, ridicoli, buffi, teneri ed estremamente affascinanti, distaccando di varie lunghezze Keanu Reeves al suo primo ruolo post-Matrix.
Matrix reloaded

Ho visto il secondo episodio di Matrix e mi è piaciuto: la continuazione delle avventure di Neo&C. è stata all’altezza delle aspettative (la sera precedente mi ero organizzata un ripassino del primo film).
Non concordo con la critica principale che gli è stata mossa, cioè di essersi trasformato solamente in un gran bel film d’azione: il sottile filo “filosofico” si è ingarbugliato ma continua a serpeggiare con inquietanti quesiti sul controllo; anche la scena di Neo (quasi) soverchiato da centinaia di “agenti Smith” e’ una bella rappresentazione dell’omologazione che ci opprime. Interessante poi la scelta dei movimenti di macchina: sempre riprese frontali o dall’alto quasi a sottolineare la bidimensionalità del mondo dei computers.
Il fatto che Keanu Reeves si sia trasformato in una sorta di supereroe e svolazzi con la sua palandrana (il look pretesco è invece piuttosto ridicolo) non mi disturba particolarmente: all’interno di un mondo virtuale tutto è possibile.
Neppure ho trovato irritante che il film si chiuda con la scritta “…continua…” percé non devo aspettare uno o più anni per vedere il seguito, ma solo pochi mesi e forse questa scelta è stata voluta proprio per distinguersi dalle altre saghe cinematografiche.
Una dritta: guardatevi tutti i titoli di coda perché alla fine ci sono in anteprima i trailers di Matrix Revolutions.