La trasposizione cinematografica della grafic novel di Frank Miller che rivisita in chiave fantasiosa la battaglia delle Termopili condotta da Leonida e che tanto successo sta avendo sugli schermi e’ in realta’ un film mediocre che non si distingue ne’ per la qualita’ di scrittura ne per le scelte visive, che restano troppo debitrici al modello “orchetto” de Il signore degli anelli.
Forse l’unico motivo per cui vale la pena di vederlo e’ la curiosita’ riguardo alle tante polemiche che ne hanno accompagnato l’uscita definendolo film di propaganda bellica che appoggia la posizione interventista USA contro l’attuale MedioOriente che viene dipinto nei panni dei Persiani brutti cattivi (e piu’ che altro ridicoli, aggiungerei).
Certamente qualche battuta a favore di coloro he combattono per la liberta’ lontano da casa c’e’ e si percepisce la forzatura di queste affermazioni all’interno di una storia che potrebbe anche essere letta in maniera opposta: del resto gli invasori sono i Persiani che hanno un esercito piu’ numeroso e potente e con le migliori armi da guerra che quel mondo fantasmagorico puo’ offrire. Il ridicolissimo Serse che viaggia su un carro pacchiano come non si vedeva dai tempi di Cleopatra, affetto da gigantismo e doppiato in maniera assurda, si crede un invincibile e divino, cosa che potrebbe ricordare la sicumera dei potenti americani e in fondo i suoi tratti somatici sono piu’ caucasici di quelli di Leonida, che per altro ha un fedelissimo profilo greco; certo l’immagine finale del film che si allontana dal cadavere di Leonida, trafitto da centinaia di frecce ricorda l’immaginario dei martiri cristiani fondendo l’immagine di San Sebastiano con la posizione delle braccia tese tipiche della Crocifissione.