non si esce vivi dagli anni ’80

1520mag38Collaterale a PittiUomo, si e’ tenuta a Firenze, fino a
domenica 8 febbraio la mostra EXCESS, moda e underground negli anni 80,
una delle prime riflessioni sul decennio piu’ divertente ed innovativo del
secolo scorso e prodomo della realta’ che stiamo vivendo oggi.
I locali della stazione Leopolda erano tinteggiati di nero, quel nero che negli anni 80 era veramente la summa di tutti i colori, e ogni segmento era
allocato in un container. All’ingresso dell’esposizione campeggiava una foto
della gente riunita per le esequie di John Lennon, all’uscita un’altra ritraeva
dei giovani che abbattono il Muro di Berlino, nel mezzo tutte le mutazioni che
si sono prodotte in quei dieci anni, in cui i miti (anche ideologici) sono
caduti e tutto sembrava ricco di oppurtunita’.
Gli anni 80 sono quelli che
riportano l’attenzione sul corpo: rifioriscono le palestre, il vestire sportivo
esce dall’ambito d’uso per diventare di moda, tutto questo e’ illustrato molto
bene nella sezione SuperBody: io sono rimasta molto colpita dalle foto
pubblicitarie dell’epoca che hanno un chiaro riferimento alla classicita’,
peccato che il motto “mens sana in corpore sano” sia stato poi completamente
stravolto per arrivare alle aberrazioni di oggi.
La seconda sezione era
intitolata TransBody ed illustrava il bisogno di apparire negli 80, l’esibizione
intesa come sfoggio di unicita’: moda e nightclubbing per dare sfogo alla
propria originalita’, adottando ogni giorno looks sempre diversi pur di sfuggire
dal sistema che invece ci ha faogocitati tutti e ora vedi frotte di ragazzini,
anche quelli piu’ alternativi, tutti omologati nella loro divisa
d’appartenenza.
L’ultima sezione, quella intitolata PostBody, raccontava come
gli anni 80 fossero l’epoca del post: un’epoca in cui si tiravano le somme di
tutto quello che l’arte aveva prodotto per miscelarlo in un eclettico
citazionismo sempre al servizio dell’esaltazione della singola
personalita’.
Moda, cultura dell’apparire, videogiochi, nascita della
tecnologia informatica: tutto (ri)nasce in quegli anni, forse ingenui e
superficiali, forse illusori, ma terribilmente vivi.
E intanto Milano si
appresta a celebrare
gli artisti newyorkesi degli anni 80