I tre volti del terrore

Durante un viaggio in treno, tre passeggeri incontrano il
dottor Peter Price, un ipnotista che fara’ vivere ad ognuno di loro una bizzarra
avventura: il primo si ritrovera’ ad essere un tombarolo che dopo aver trafugato
una tomba etrusca subira’ la maledizione della licantropia.
La ragazza sara’
protagonista di un’inquietante seduta di lifting, mentre il terzo passeggero
sognera’ di una notte passata a campeggiare sulle sponde di un lago che nasconde
un’orrida creatura.


I3voltiterrore

Sergio Stivaletti, maestro degli effetti speciali torna alla regia dopo
M.D.C. Maschera di cera del 1996, con questo horror che si rifa’ alla
tradizione classica italiana e inglese (il titolo stesso, conferma il regista,
fonde i titoli di due grandi classici: I tre volti della paura di Bava e
Le cinque chiavi del terrore di Francis da cui e’ presa l’idea
dell’incontro sul treno come cornice agli episodi.)
Girato in digitale, il
film si salva per gli effetti speciali veramente notevoli che confermano,
qualora ce ne fosse stato bisogno, l’abilita’ di Stivaletti: impressionante
(soprattutto per chi ha avuto controversi rapporti con il dentista) la
trasformazione del lupo mannaro. Altro elemento che porta il film alla
sufficienza e’ il senso d’inquietudine che a volte corre lungo la pellicola,
come nel secondo episodio, dove ad inquietare non e’ tanto l’attualita’ del tema
, ma i simbiotici rapporti amicali tra donne.
Interessante la chiusa, che
rappresenta l’entita’ superna che presiede ai destini della Terra come un bimbo
di sei anni intento a disegnare.
In conclusione un film molto classico nei
temi, anche prevedibile negli sviluppi, ma che spicca in mezzo alla selva di
ragazzi che si perdono nei boschi americani (Adam&Evil, Wrong
Turn
) in questo inizio di stagione.