Into Darkness – Star Trek

Dopo aver perso il comando dell’Enterprise per aver compiuto un atto illecito pur di salvare la vita Spock che ha confessato tutto nel suo rapporto, Kirk diventa il vice dell’ammiraglio Pike. Il mentore però muore in un attacco organizzato da Khan, umano potenziato risvegliato dal suo sonno criogenetico dall’ammiraglio Marcus per scatenare la guerra contro i Klingon. Kirk vuole di nuovo accanto a sè Spock per combattere il pericoloso nemico.

Intodarkness

Se il primo capitolo del prequel della saga firmato J.J.Abrams raccontava la formazione dell’equipaggio dell’Enterprise dando spazio a tutti i protagonisti, in questo secondo episodio l’attenzione rivolta alla complicata costruzione dell’amicizia tra Kirk e Spock diventa (a mio parere) eccessiva e tra esplosioni e militari ambiziosi, lo spazio per Khan diventa risicato con grande disdoro dei fan di Benedict Cumberbatch (confesso l’insana passione).
Aldilá del fascino dell’attore inglese, celebre per il serial britannico Sherlock, la figura di Khan, già protagonista del secondo film dedicato a Star Trek, Star Trek II: L’ira di Khan del 1982, era indubbiamente interessante per il suo destino di superuomo creato dalla biogenetica e condannato a morte dai suoi stessi creatori ma è stato sacrificato dalla sceneggiatura al doppio inganno dell’ammiraglio Alexander Marcus che vuole una guerra contro i Klingon per la propria gloria personale.
Certo, in 130 minuti di film ci sarebbe stato spazio sufficiente per sviluppare i vari personaggi ma si preferisce tirare via il tutto condendolo con (troppe) esplosioni e battute per arrivare al momento strappalacrime della morte di Kirk che cementifica definitivamente l’amicizia con Spock (scena costruita specularmente al film del 1982 dove era il vulcaniano a sacrificarsi)
Speriamo che il terzo capitolo sia in grado di uscire dalle dinamiche interne all’equipaggio o quantomeno sappia proporne di nuove.

Star Trek – il futuro ha inizio

Startrek Star Trek
USA 2009
con Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder, Karl Urban, John Cho, Leonard Nimoy
regia di J.J. Abrams

James T. Kirk, orfano di un eroe della Flotta Stellare, cresce in Iowa come un prefetto scavezzacollo finché il comandante Pike non lo convince ad arruolarsi e seguire le orme paterne. Kirk si fa notare per l’intelligenza e il carattere irruento e ben presto si scontra con il razionalissimo Spock. Salito a bordo del viaggio inaugurale dell’Enterprise con uno stratagemma, Kirk si rivelerà fondamentale per sventare la pericolosa minaccia romulana guidata dal folle Nero.

J.J. Abrams rifonda il mito di Star Trek girando un prequel che racconta le origini del formidabile equipaggio dell’Enterprise concentrandosi soprattutto sulla dualità dei caratteri di Kirk e Spock istintivamente nemici poi uniti dalla prima avventura che vede la distruzione del pianeta Vulcano da parte di Nero, romulano convinto che Spock sia la causa della scomparsa del suo pianeta.
La pellicola è condita da molta azione e molto humour, un tono goliardico adeguato alle peripezie di giovani cadetti ma a far funzionare veramente il film è il caratteristico tocco di Abrams: la creazione di un universo parallelo e di viaggi temporali quanto mai giustificabili in un’avventura spaziale dalla presenza di buchi neri.
Il regista si prende gioco dell’ultimo grande tabù dei paradossi temporali facendo incontrare il giovane Spok (Zachary Quinto) con il vecchio Spock di Leonard Nimoy senza che accada nulla di imprevedibile, almeno che le conseguenze non siano rimandate ai nuovi capitoli della saga…