Armando Crispino

Bartolinimacchiesolari Oggi compirebbe 90 anni Armando Crispino, regista misconosciuto di cui ho recuperato i lavori cardine della sua filmografia nel corso di quest’anno, grazie al Torino Film Festival dello scorso anno che lo ha ricordato con il suo lavoro più celebre L’etrusco uccide ancora e ha presentato il volume di Claudio Bartolini, Macchie Solari, intitolato come l’altro celebre film del regista, passato recentemente in tv. Il testo è molto interessante non solo per approfondire la figura del regista analizzato ma anche per la puntuale analisi del cinema italiano di genere degli anni ’60 e ’70, mi colpito in particolar modo il fitto elenco di sottogeneri con cui i film vengono distinti dagli eurospy ai wip (women in prison).

Crispino Armando Crispino è nato a Biella il 18 ottobre 1924, è stato caporedattore della pagina culturale de L’Unità, sostituendo Raf Vallone passato all’attività di attore.
Anche per Crispino si aprono le porte della Settima Arte, prima come sceneggiatore poi come aiuto regista iniziando una proficua collaborazione soprattutto con Antonio Petrangeli.
Armando Crispino si distingue soprattutto per la serietà e spesso porta a termine lavori che portano la firma di altri registi.
Molti i progetti su carta del regista, ma film diretti da Crispino non sono neppure una decina, di cui gli ultimi due prodotti per la televisione.
Nonostante la scarsa produzione, Crispino sa lasciare un segno nella cinematografia di genere italiana, spaziando nei diversi generi dallo spaghetti western al genere bellico ma è soprattutto nel thriller che Armando Crispino da il meglio di se con due cult movie come L’etrusco uccide ancora e Macchie solari, per questo tra le molte opere non realizzate citate nel testo di Bartolini la massima curiosità va a Verrà un demone e avrà occhi d’argento (poi reintitolato Apparizioni) che doveva completare la trilogia del terrore.

L’etrusco uccide ancora

Letruscouccideancora Italia 1972 Titanus
con Alex Cord, Samantha Eggar, John Marley, Enzo Cerusico
regia di Armando Crispino

L’archeologo Jason Porter fotografa con una sonda una tomba etrusca finora inviolata. Negli affreschi domina il demone infernale Tuchulca che infierisce su giovani coppie di amanti e subito dopo la scoperta inizia una serie di efferati omicidi che ripetono le scene affrescate: Tuchulca è tornato? E in chi si è reincarnato? Nell’archeologo ex acolizzato, nella sua ex, Myra, o nel suo nuovo compagno, il collerico direttore d’orchestra Nikos Samarakis, oppure in qualche altro ambiguo personaggio della corte del celebre musicista?

In occasione della pubblicazione del volume Macchie solari. Il cinema di Armando Crispino di Claudio Bartolini, domenica scorsa al Torino Film Fest è stato proiettato L’etrusco colpisce ancora, il film più celebre di Crispino poco amato dai dizionari di cinema. Molto severamente il Mereghetti ne stigmatizza la trama troppo complessa e il ritmo altalenante, difetti effettivi dell’opera che però si segnala per un estremo gusto nella composizione soprattutto nella scena finale (i volti dei testimoni del suicidio ripresi solo a metà) con un uso intelligente del rallenti.
Il giallo a sfondo archeologico è stato poco sfruttato dal nostro cinema mentre ebbe maggior successo in televisione: Ritratto di Donna Velata riprende la tematica etrusca mentre Il segno del comando (di un anno precedente al film in questione) gioca con le suggestioni della Roma alchemica di fine settecento.
Nonostante il severo giudizio dei critici, L’etrusco uccide ancora è un giallo che si lascia vedere con piacevolezza e gli va riconosciuto l’indubbio merito di aver saputo coniugare un genere molto popolare come il giallo dai risvolti sovrannaturali dei primi anni ’70 con elementi di cultura alta: la Messa da Requiem di Verdi come sottofondo agli omicidi, Spoleto e il suo Festival come ambientazione principale della vicenda insieme alle necropoli di Cerveteri e Tarquinia.