Bestie

Bestie Il filatoio di Caraglio mi aveva abituato a mostre molto belle con punti di vista molto intriganti su temi quali Chronos o Il velo; da qui il mio disappunto per l’attuale percorso espositivo Bestie, Animali reali e fantastici nell’arte europea dal Medioevo al primo Novecento che non ha riservato nessuna sorpresa. Prevedibili le sezioni, animali mitologici, fantastici, con particolare attenzione ai mostri, la simbologia cristiana relativa agli animali, il mito della caccia, l’esotismo con l’ovvia deriva nelle Wunderkammer, l’indagine scientifica e gli animali domestici.
Le opere in mostra andavano da opere di grande valore (Depero, Giambologna..) a realizzazioni di artisti minori messe li’ con una certa approssimazione dato che di alcune opere non era neppure indicata la data di realizzazione. Eppure, proprio tra le opere minori si nascondeva l’elemento piu’ originale, un dipinto di gusto nord europeo (mi pare perche’ non ricordo e non sono in grado di rintracciare l’autore) che rappresenta Latona che trasforma in rane i contadini che le impediscono di abbeverarsi a una fonte e nel quadro vediamo azzimati contadini in colletto bianco con la testa di rana. Un tratto divertente e curioso che non ho ritrovato nella sezione degli animali domestici, la piu’ deludente in quanto avrebbe potuto rivelarsi la piu’ suggestiva dato l’argomento solitamente poco indagato.
Presumo che la scelta di operare un percorso espositivo meno complesso che in passato dipenda anche dalla difficolta’ del momento presente e probabilmente la scelta ha pagato (benche’ io abbia trovato meno spettatori che in precedenza) visto che l’evento e’ stato prorogato e la chiusura passa dal 5 al 12 giugno 2011.

Bestie
Animali reali e fantastici nell’arte europea dal Medioevo al primo Novecento
Il Filatoio
Via Matteotti, 40 – Caraglio (Cuneo)
26 febbraio – 12 giugno 2011

Chronos

ChronosIl Filatoio di Caraglio (CN) presenta fino al 9 ottobre 2005 un’interessante mostra sul concetto di  tempo, dall’eta’ barocca fino ai giorni nostri: opere classiche e  delle avanguardie convivono nelle medesime  sale cercando di analizzare la visione del tempo nell’eta’ moderna, un percorso affascinante   dedicato  non solo agli amanti dell’arte moderna.

L’analisi del tempo parte dal XVII secolo perche’ e’ in quel periodo che sotto la spinta della nascente scienza moderna e  della controriforma si sviluppa l’idea di tempo quale inalienabile motore dell’esistenza umana che conosciamo ancora oggi.
Robert MapplethorpeIl concetto e’ reso molto bene nella seconda sezione espositiva, "Vanitas" dove accanto al Ritratto di un medico,  di Fede Galizia, austero uomo in nero che reca in mano un teschio, c’e  la polaroid di Wharol Autoritratto  con teschio del 1978 che riporpone la stessa costruzione figurativa e l’elaborazione del tema torna nell’opera seguente, il celebre Self Portrait  (1988) di Robert Mapplethorpe dove il fotografo, ormai prossimo alla morte, brandisce un bastone da passeggio il cui pomello e’ un teschio, che sta in primo piano rispetto al volto dell’autore.
Non manca un sezione dedicata agli strumenti per misurare il tempo, dalle clessidre (particolarissimi i modelli in bachelite o vetro del XX secolo) alla collezione artistica  Swatch che nasce nel 1985, passando ai calendari tra cui spicca una stampa litografica del Calendario Rivoluzionario francese che appassionera’ molto gli amanti della storia; ma gli strumenti per misurare il tempo possono essere a loro volta rivisitati artisticamente: gli  orologi   allora divengono danzerini e  le  lancette si muovono a tempo di musica nel Temps/Danse di Charles Dreyfus mentre i biglietti augurali dell’anno nuovo creati da Boetti utilizzano i foglietti del calendario dell’anno precedente.
Elizabeth TaylorLa sezione dedicata la tema della giovinezza e della vecchiaia presenta una chicca per i cinefili, due ritratti firmati da Herb Ritts: se la giovinezza e’ rappresentata dal sognante profilo di una giovanissima Drew Barrymore (l’opera e’ del 1993) il ritratto di Liz Taylor del 1997 che dovrebbe rappresentare la vecchiaia non ha nulla della laidezza che nell’arte classica si attribuisce a questa eta’ femminile, piuttosto il suo bellissimo ed altero profilo ricorda la medaglionistica rinascimentale attribuendo alla diva la grandiosita’ di un sovrano o di un condottiero.
La mostra non manca di prendere in considerazione l’effetto che il tempo produce sul fisico umano: accanto a opere d’avanguardia che arrivano a studiare maniacalmente la pelle umana, c’e’ una sezione di autoritratti di Rembrandt che fu sempre ossessionato dal cambiamento che il tempo imprimeva al suo volto, tre opere di De Chirico dimostrano come il maestro della metafisica avesse la medesima ostinazione.
Di certo, tra le innumerevoli opere esposte quella che colpisce maggiormente gli spettatori e’ una video istallazione di Muzzolini: il giovane artista lavora sulle tagliole decontestualizzando la funzione crudele dell’oggetto, immergendolo in acqua e facendolo congelare, poi  l’autore filma il processo di scongelamento e lo spettatore che assiste alla performance scandita  dal  suono di una goccia che cade, viene coinvolto dall’evento prima cercando di intuire quale sia l’oggetto nascosto dal ghiaccio e poi cercando di prevedere il momento in cui la tagliola scattera’, ma come sempre il tempo e’ imprevedibile e prosegue inesorabile al dila’ delle nostre previsioni.