Il capro espiatorio

The Scapegoat
GB 1959
con Alec Guinness, Bette Davis, Nicole Maurey, Irene Worth, Pamela Brown, Annabel Bartlett
regia di Robert Hamer

Il solitario professore inglese John Barratt trascorre una vacanza in Francia e in paese tutto sembrano conoscerlo, il motivo è bizzarro: Barratt è il sosia di Jacques De Gué, nobilotto locale. I due iniziano a parlare confidandosi i reciproci guai davanti a una bottiglia di vino; il giorno dopo Barratt si risveglia da solo senza più gli effetti personali e scambiato definitivamente per De Gué. Dopo le proteste iniziali il professore cerca di capire la situazione e sarà proprio il nobile a confermargliela:
De Gué ha pensato di sfruttare la somiglianza per uccidere la moglie ed ereditare facendo incolpare Barratt che però riesce a cavarsela.

Dal romanzo The Scapegoat di Daphne du Maurier, autrice molto apprezzata da Hitchcock, un thriller inglese di fattura classica che non riesce a sfruttare appieno il potenziale della trama e neanche quello artistico se si pensa che ad interpretare la madre di De Gué c’è Bette Davis sprecata per pochissime scene.
Anche Alec Guinness ha tutto sommato poche scene in cui recita il doppio ruolo di nobile francese e professore inglese.

La storia si lascia seguire ma alcuni punti avrebbero potuto essere più approfonditi: l’incontro tra i due sosia pare essere fortuito e nel caso non è sottolineata abbastanza l’ironia del caso e forse sarebbe stato più interessante lasciare intuire un piano più macchinoso creato da De Gué perché risulta un po’ difficile credere che, scoperta la solitudine del professore, in quattro e quattr’otto Jacques riesca a ideare il piano di rubargli gli effetti personali e attirarlo nella sua proprietà per fargli prendere la sua identità

La famiglia dei nobili francese è il classico covo di vipere: la madre chioccia e drogata, la moglie ricca sposata per interesse con una clausola che è quasi un invito all’omicidio.
Anche la figura di Bela, l’amante di Jacques avrebbe avuto più spessore come complice dell’amante per aiutarlo a liberarsi della moglie irretendo il povero capro espiatorio, invece per lei e John c’è il lieto fine.
Forse è un sottile humour inglese che il capro espiatorio predestinato riesca a ribaltare la situazione e prendersi tutti i vantaggi che sperava di guadagnare il rivale, ma una zampata di cattiveria, con il materiale a disposizione, non avrebbe guastato.