Francia 1983
con Fanny Ardant, Jean-Louis Trintignant, Jean-Pierre Kalfon, Philippe Laudenbach, Philippe Morier-Genoud, Jean-Louis Richard, Roland Thenot, Jean-Pierre Kohut-Svelko, Georges Koulouris, Xavier Saint Macary, Caroline Sihol, Anik Belaubre, Yann Dedet, Nicole Felix, Pierre Gare
regia di François Truffaut
Marsiglia: l’agente immobiliare Julien Vercel viene accusato di aver ucciso l’amante della moglie, Marie-Christine, che poco dopo viene ritrovata uccisa a sua volta. Vercel chiede aiuto a Barbara la sua segretaria, che aveva licenziato la mattina stessa. Barbara, segretamente innamorata di lui, non esita ad aiutare Julien e prende in mano la situazione infilandosi in una serie di situazioni rischiose che portano a scoprire il vero assassino e al trionfo dell’amore.
L’ultimo film di Truffaut è una smaccata dichiarazione d’amore al cinema americano degli anni’30 e ’40 ricco di citazioni e rimandi cinefili tra cui culmina quello per l’amato Hitchcock. Bastano già le due sequenze iniziali a indicare i referenti filmici: la camminata sicura di Barbara che si reca al lavoro rimanda alla smart girl degli anni ’30 che sapevano prendere in mano la situazione e battibeccare sfrontatamente con un uomo, soprattutto se oggetto delle loro attenzioni amorose e Barbara Becker dimostrerà grande intraprendenza e intelligenza nel dipanare l’intricato giallo in cui è finito vittima Julien Vercel. La seconda sequenza è la palude dove si svolge la scena di caccia, luogo classico della cinematografia americana per estremi nascondigli di fuggitivi o per inabissarvi cadaveri.
L’abilità del regista sta anche nel far credere che Julien sia il colpevole, anche se quella manata sullo sportello aperto della macchina della vittima era un’ingenuità troppo grande per un assassino. La donna, spesso innamorata, che è l’unica a credere al protagonista spesso accusato ingiustamente, è un altro topos classico del cinema noir, usato da Hitchcock in particolare, di cui possiamo riconoscere citazioni da La finestra sul cortile e nel grande uso dei dettagli, la pistola nascosta, la porta della camera d’hotel scassinata
La trama, molto complicata, è piuttosto sordida raccontando di un giro di prostituzione, ma Truffaut sa mantenere una grande leggerezza di fondo e nella migliore tradizione delle commedie brillanti sulla guerra dei sessi, è il femminile a predominare: l’intraprendente Barbara con il trench di Bogart riesce a scoprire più cose che la polizia mentre Julien, costretto a nascondersi nell’agenzia passa il tempo guardando le gambe delle donne che, per Truffaut erano dei compassi che misurano il mondo, come faceva dire al protagonista de L’uomo che amava le donne.