La Marsigliese

Essere definita blogereuse proprio il 14 luglio esalta il mio amore per i cugini d’ oltralte, ragion per cui celebro con il loro inno nazionale

Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé.
Contre nous, de la tyrannie,
L’étandard sanglant est levé,
l’étandard sanglant est levé,
Entendez-vous, dans la compagnes.
Mugir ces farouches soldats
Ils viennent jusque dans nos bras
Egorger vos fils,
vos compagnes.

Aux armes citoyens!
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons!
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons.

Amour sacré de la Patrie,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs,
Liberté, liberté cherie,
Combats avec tes defénseurs;
Combats avec tes défenseurs.
Sous drapeaux, que la victoire
Acoure à tes mâles accents;
Que tes ennemis expirants
Voient ton triomphe et notre gloire!

Aux armes citoyens!
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons!
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons

Io trovo che questa sia una canzone bellissima, e, non esito a confessarlo, per me commovente: prendiamo Casablanca, per esempio: credete che il mio cuore di ghiaccio abbia un fremito per la sorte dei tue tapini che vedete qui illustrati?

Casablanca

Che mi rallegri della nuova amicizia tra Rick e il capitano di polizia?
Illusi!
Il mio spirito battagliero si scioglie letterlmente in lacrime nella scena (insensatamente ritenuta minore) al Rick’s Bar dove i tedeschi spadroneggiano con il loro inno e i francesi dopo aver rifiutato di unirsi al coro iniziano dapprima sommessamente poi sempre con maggior veemenza il canto simbolo di mille rivolte: La Marsigliese, fino al punto di costringere i tedeschi al silenzio.
Ma il fascino di questa canzone non ammalia solo me se registi del calibro di Renoir le dedicano un intero film..

LE FOGLIE MORTE

Mentre Parigi Dorme
Les Portes de la nuit
Francia, !946
con Jean Vilar, Yves Montand, Nathalie Nattier, Pierre Brasseur, Serge Reggiani, Saturnin Fabre, Christian Simon
regia di Marcel Carné




Mentre parigi dorme



Oh! Vorrei tanto che tu ti ricordassi

dei giorni felici in cui siamo stati amici

quando la vita era più bella

ed il sole più ardente di oggi.

Le foglie morte si raccolgono.

Tu vedi che non l’ho dimenticato

le foglie morte raccolgono

anche i ricordi ed i rimpianti

ed il vento del nord li porta via con sé

nella notte fredda dell’oblio.

Vedi che non ho dimenticato

la canzone che tu mi cantavi.

E’ mia canzone che ci somiglia

tu mi amavi

ed io ti amavo

e vivevamo insieme

tu che mi amavi

ed io che ti amavo.

Ma la vita separa coloro che si amano

dolcemente

senza far rumore

ed il mare cancella sulla sabbia

i passi degli amanti non più uniti.

Le foglie morte si raccolgono

i ricordi ed i rimpianti anche

ma il mio amore silenzioso e fedele

sorride sempre e ringrazia la vita.

Ti amavo talmente tanto che tu eri cosÏ felice

come vuoi che ti dimentichi

quando la vita era più bella

ed il sole più ardente di oggi.

Tu eri la mia più dolce amica

ma adesso non mi resta che il rimorso

e la canzone che tu cantavi,

sempre, sempre la canterò.

E’ una canzone che ci somiglia

tu mi amavi

ed io ti amavo

e vivevamo insieme

tu che mi amavi

ed io che ti amavo.

Ma la vita separa coloro che si amano

dolcemente

senza far rumore

ed il mare cancella sulla sabbia

i passi degli amanti non più uniti.

Jacques Prevert


Portesdelanuit


E’ che ieri sera ho visto Mentre Parigi dorme (1946) di Marcel Carne’, con la sceneggiatura di Prevert, il film che ha lanciato questa canzone: nell’immagine vedete un giovane Yves Montand che balla con la co-protagonista, Nathalie Nattier, su queste note. Benche’ il film sia imperfetto, ha una strana tensione, che prelude la tragedia: certo pensare che Malou (il personaggio femminile) poteva essere interpretato da Marlene Dietrich..

Una lunga estate calda

E’ toccato a me
restare in questo forno
ad arrostire al sole

La citta’ e ormai
sciolta come un cono
e’ colata tra le mani

Esco fuori dalla tana
ma non trovo anima viva
e ho paura
della mia alucinazione

Io sono un uomo piccolo
in un caldo torrido
il mio lato debole
e’ sognare un amore a Bahia, Bahia.

una lunga estate calda
perso in un deserto di semafori
una lunga estate calda..

A ogni angolo
sento che respiro
un fiato solitario

Le vertigini
mi spingono in un vortice
di denso asfalto

Cerco un’ oasi vicina
la speranza si allontana
e son sicuro
della mia dannazione

Io sono un uomo piccolo
in un caldo torrido
il mio lato debole
e’ sognare un amore a Bahia, Bahia.

Non e’ rimasto neanche un cane
e l’ombra e’ solo carita’ del sole
mi fanno festa un po’ di mosche
oggi l’aria e’ immobile
foglie non puo’ muovere
passo il tempo a vivere

MAU MAU

song

Set down, set down clear sun, set down in the dark
and you clear oh, moon, run and drown yourself.

Sorrow forest, sorrow my sister, let us sorrow together
you for your leaves, forest, my sister, me i will sorrow for my youth.

Your leaves, forest, my sister, will return again.
My youth, forest, my sister, will never come back

Zafir Hadzimanov