Sono la bella creatura che vive in questa casa

I Am the Pretty Thing That Lives in the House
USA 2016, Netflix
con Ruth Wilson, Paula Prentiss, Bob Balaban, Lucy Boynton, Brad Milne, Erin Boyes, James Perkins, Beatrix Perkins
regoa di Oz Perkins


Sonolabellacreaturacheviveinquestacasa

Lily Saylor è una giovane infermiera che si trasferisce a casa di un’anziana scrittrice di storie gotiche, Iris Blum, per farle da badante.
La vita trascorre solitaria per Lily, l’unico contatto con l’esterno è con l’avvocato che gestisce la proprietà della Blum. Un giorno Lily mentre si lamenta di una macchia sul muro che si sta allargando, chiede a Mr. Waxcap chi sia Polly, la persona con cui Iris la scambia sempre. Scopre così che Polly è un personaggio fittizio, la protagonista del romanzo più famoso della sua paziente. Nonostante non ami il genere horror, Lily decide di leggere il romanzo mentre le stranezze nella vecchia casa della Blum si fanno sempre più inquietanti…

Il film è l’opera seconda dell’attore e regista Oz Perkins, figlio del celebre attore di Psyco, Anthony Perkins a cui il film è dedicato.
L’opera punta su atmosfere rarefatte e sospese, alcune immagini rimandano ai dipinti di
Vilhelm Hammershøi e di Hopper, richiamo hitchcockiano del film: la casa di Norman Bates si ispirava a un quadro di Edward Hopper.
Oltre a Psyco possiamo ravvisare rimandi tematici a un altro classico del genere horror: Shining. Pur distantissimo nel taglio e negli esiti, Sono la bella creatura che vive in questa casa tratta gli stessi temi dei due ineguagliabili precedenti: la solitudine e la pazzia, il delirio a cui conduce la solitudine in una dimora dal vissuto ingombrante come la villa accanto al motel dei Bates o l’hotel isolato del Colorado.
Lily accetta un lavoro che le impone una vita solitaria, accanto a una persona anziana che sta scivolando lentamente nella demenza e che la scambia per un’altra persona. Un’infermiera specializzata dovrebbe avere gli strumenti per gestire questa pressione psicologica ma dall’unica telefonata che Lily intrattiene con una persona amica si scopre che la giovane infermiera è reduce da una delusione sentimentale, l’immagine frammentata della protagonista allo specchio rivela la sua fragilità mentale: ecco il soggetto perfetto per soccombere alle atmosfere inquietanti di una vecchia casa abitata da un’anziana scrittrice di romanzi gotici, il più famoso dei quali sembra essere proprio ambientato tra quelle mura: escamotage letterario o veramente Iris è entrata in contatto con Polly, la donna seppellita in un intercapedine in giorno delle sue nozze?
L’estrema dilatazione delle atmosfere resterà indigesta a molti ma se ci si lascia coinvolgere si scopre che Perkins ha costruito un cortocircuito perfetto: allo spettatore decidere se si trova davanti a una semplice storia di fantasmi in cui una giovane infermiera muore di paura quando le si palesa il fantasma che infesta la dimora o se è la mente confusa della ragazza a rendere tangibile l’allucinazione letteraria fino a morirne. Plausibile anche una terza lettura: che il punto di vista sia quello della scrittrice che sovrappone la figura dell’infermiera a quella della sua creatura più amata o forse è il fantasma che ha dimenticato la propria sorte e si è impossessata dell’infermiera fino a riscoprire il proprio infelice destino? I pochi ed enigmatici elementi del film consentono molteplici interpretazioni.