Un’altra peregrinazione attende il mammuth Manny, la tigre a denti a sciabola Diego e il bradipo Sid a causa dei scioglimenti dei ghiacci della vallata in cui vivono. Oltre alle catastrofi naturali, Sid e Diego sono alle prese con le paturnie di Manny, convinto di essere rimasto l’unico mammuth sopravvissuto, almeno fino a quando non incontra Ellie che pero’ non sa di essere una mammuth..
Difficilmente un sequel riesce ad essere piu’ divertente del primo capitolo, ma agli animali preistorici inventati da Chris Wedge, il colpaccio riesce.
Abbandonati i toni melensi alla Disney e gli ormai ovvi omaggi al cinema in carne e d’ossa a cui ci hanno abituato gli ultimi cartoon digitali, si punta su una comicita’ molto fisica: pure gag da comiche anni ’20, la trama ha i toni un po’ surreali di un film dei fratelli Marx, dove non e’ detto che sia la logica a concatenare gli eventi e nel numero musicale degli avvoltoi c’e’ un meraviglioso omaggio al grandissimo coreografo Bubsy Berkley che inventava le fantasmagorie dei musical anni ‘30.
Molto piu’ spazio e’ lasciato a Scrat, lo scoiattolo preistorico sempre alle prese con la sua ghianda che provoca grande ilarita’ nel pubblico al solo comparire in quanto garanzia di gag strepitose. Se nel primo capitolo era una figura marginale che apriva e chiudeva il film, ora e’ lampante che sia l’antenato di Will il Coyote , con cui condivide l’infelice testardaggine.
Mi auguro che ci possa essere un terzo capitolo dove lo sfortunato animaletto sia protagonista assoluto e la sua caparbieta’ nella lotta contro il destino diventi un omaggio alla comicita’ di Buster Keaton.