Fuoco su di me

La parabola del regno napoletano di Gioacchino Murat, messo sul trono di Napoli da Napoleone al posto dei Borboni: i conflitti del Maresciallo di Francia con l’Imperatore perche’ Murat si sogna artefice di un’Italia unita e indipendente si placano quando Bonaparte fugge dall’Elba e Murat e’ il primo a promettergli il suo aiuto: finira’ fucilato con la restaurazione borbonica.
Alle vicende della Storia si intrecciano le sorti di Eugenio, nobile napoletano, figlio di un valoroso caduto, che torna nella citta’ natale in convalescenza per una ferita alla testa: la fascinazione di Napoli e la scoperta dell’amore lo portano a rivedere la propria posizione militare e ad intuire la stupidita’ della guerra.




Fuocosudime


Un film a suo modo affascinante, anche se poco riuscito, perche’ alcuni dei concetti espressi dai protagonisti, (tra questi un bravo Omar Sharif nei panni del nonno d’Eugenio, un principe letterato ed alchimista ormai vecchio e disincantato ma non per questo cinico, dedito alla stesura di un Diario Napoletano) richiamano perfettamente la situazione politica attuale; purtroppo il film si perde nell’eccessiva verbosita’ e in una messinscena eccessivamente teatrale. Anche l’evoluzione del personaggio di Eugenio e’ piuttosto frammentaria, troppo debitrice ad un’immagine romantica del giovane inquieto che passa il suo tempo leggendo su dirupi battuti dai marosi.
Il romanticismo diventa invece il punto di forza della bellissima fotografia, mai oleografica. Notevole anche il lavoro di ricostruzione storica dei costumi.