La mia vita a Garden State

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Recuperato al cineforum, l’esordio dell’attore emergente Zach Braff alla regia e’ una commedia generazionale divertente che risolve i buchi di sceneggiatura puntando su un cast molto ben preparato dove spicca un’incantevole Natalie Portman.
La storia invece non mi ha convinto molto: Andrew Largeman torna a Garden State dopo nove anni di lontananza, per il funerale della madre, una donna paralizzata morta annegata nella vasca da bagno: nonostante il crescente climax emotivo del film (si scopre che la madre e’ diventata disabile a causa di un incidente provocato dal figlio che per questo motivo e’ stato messo in collegio) lo scarso approfondimento del rapporto con i genitori in favore di una galleria di personaggi divertenti ma superficiali, lascia un grosso interrogativo sulla vicenda materna per definire la quale si e’ scelto una morte che puo’ essere letta anche come un suicidio, creando così una grande aspettativa nello spettatore che rimane deluso.