Mio imperatore,
tornando dal blogpranzo di domenica scorsa a Fossano, non potevo esimermi dal visitare la mostra di Alba dedicata ai capolavori piemontesi che avete portato con Voi in Francia durante le Vostre Campagne in Italia: nelle didascalie viene spiegato piuttosto chiaramente che la raccolta di materiale artistico dai Paesi conquistati era una mossa politica necessaria ad accrescere il prestigio della Vostra Augusta Persona, la qualcosa presumo sia chiara anche ai monaci della Certosa di Pavia, che in questi tempi grami per l’arte condiscono la visita guidata al complesso con un simulato astio nei Vostri confronti per aver fatto incetta del piombo delle grondaie e di altre suppellettili per farne palle per i Vostri cannoni.
Non mi ha stupito che dopo la Vostra caduta il recupero delle opere fosse affidato a un tortonese, (quelli sono austroungarici dai tempi del Barbarossa e ancora oggi fanno i milanesi!) e cosi’, se Torre Garofoli vi ospito’ per la Vostra Gloria, Tortona mando’ un suo rappresentante a far su i resti, tal Lodovico Costa (il cui profilo, ritratto del Quenedey, si rivela quello di un frequentatore puzzone del Malaspina ante litteram).
Devo invece complimentarVi con Voi per aver scelto studiosi molto acuti che tra le opere da portare in Francia inclusero anche tardi primitivi piemontesi: oggi con la pregiudiziale del toscanocentrismo vedere un quadro di Defendente Ferrari che nei primi del ‘500 dipingeva ancora Madonne assise in trono con uno scarsissimo senso di prospettiva, alla Duccio, e’ quasi un’offesa per la grande pittura italiana.
Stupenda poi la Madonna del Coniglio di Hans Clemer che mischia curiosamente la gloria della Madonna in trono con l’ umilta’ dell’ hortus conclusus.
Una mostra veramente interessante, come ho scritto anche sul registro degli ospiti senza tema di aggiungere un Vive l’Empereur!
Napoleone e il Piemonte. Capolavori ritrovati.
Alba, Fondazione Ferrero,
dal 29 ottobre 2005 al 27 febbraio 2006