Le passeggiate al Campo di Marte


Passeggiatecampomarte Il film di Robert Guédiguian si distingue, nella moda dilagante dei biopic, per il taglio originale con cui tratta la figura del grande statista francese, analizzata attraverso il rapporto con il giovane giornalista che sta scrivendo le sue memorie.
E’ il rapporto tra un uomo ormai prossimo alla morte che non ha piu’ speranze od illusioni se non quella di sovrintendere alla propria scomparsa, e un giovane trentenne nel pieno dell’evoluzione vitale: sta avendo un figlio da una donna che pero’ lo sta lasciando, si sta innamorando di un altra..
La dicotomia tra vita e morte fa da sfondo all’ossessione che il giornalista ha verso la figura di Mitterand, nella cui parabola storica ricerca una Verita’ assoluta che non e’ possibile recuperare e questa “recherche” irrisolta e’ il filo giallo (inteso come genere) che sorregge la trama.
Film tipicamente francese per stile e ovviamente per contenuti, encomiabile per l’onesta’ intellettuale: non c’e’ un giudizio sulla figura controversa dell’ultimo grande presidente di Francia e lo sguardo discreto sulla sua malattia, presente ma mai esibita, neppure nella scena della stanza da bagno, si fa ancora piu’ distante a proposito della figlia naturale di Mitterand, capitolo accennato senza la morbosita’ che la vicenda suscito’ all’epoca.
Da vedere non solo per ripassare una pagina di storia contemporanea o per sentire i brividi per i discorsi sulla globalizzazione, ma per restare stupiti, come spettatori italiani, dal fatto che i grandi della storia non siano solo immaginette sbiadite per agiografiche fiction televisive.