
Non e’ niente male la nuova trasmissione dedicata ai libri da Rai3, Cult Book:
innanzitutto perche’ e’ molto discreta come vetrina per le nuove uscite
letterarie e per il fatto che i libri presi in esame sono uniti da un
filo conduttore.
Venerdi’ scorso il tema era l’ossessione amorosa e il punto di partenza
non poteva essere che Lolita di Nabokov per passare poi a Carmilla
di Le Fanu, punto di contatto tra i due testi e’ il ricordo di
un’ossessione insoddisfatta: quella di Humbert Humbert, dopo
l’abbandono di Lolita e quella della giovane Laura alla morte della
vampira. Personalmente dissento dall’interpretazione fatta de racconto
di Le Fanu dato che l’ultima volta che l’ho letto avevo notato una
strana attinenza tra Carmilla e Alien: infatti tutt’e due i
“parassiti” vengono deposti dalla madre: non e’ mai la bella
Carmilla/Mircalla a cercare le sue vittime ma la madre a fingere
un’improrogabile impegno e lasciare la giovane figlia in custodia alla
famiglia prescelta.
Si e’ poi parlato di Groupie l’autobiografia romanzata di
Jenny Fabian una delle piu’ famose groupie degli anni ’70 e la figura
della groupie e’ vista come una Lolita appena piu’ cresciuta che si
trasforma da oggetto desiderato a soggetto desiderante con sfumature
vampiriche in quanto brilla della luce riflessa delle rock star
nutrendosi del loro successo.
Parlando di groupies non si poteva non citare Marianne Faithfull,
storica fidanzata di Mick Jagger che ha partecipato a un tributo ad
Edgar Allan Poe leggendo la poesia Annabelle Lee
e questo e’ stato l’aggancio per parlare di una delle ultime opere di
Poe dedicata alla moglie bambina subito dopo la sua scomparsa e alla
celebrazione della morte come mezzo per eternare l’amore.
Lo studio dove viene registrato il programma e’ piuttosto spoglio, solo
qualche oggetto che puo’ ricordare la vicenda in esame, gli interventi
degli ospiti, da Stefano Bartezzaghi a Lella Costa (per citarne
qualcuno) sono tutte riprese esterne alternate a scene dei film tratti
da queste opere o i cui soggetti sono inerenti alle stesse e a brevi
letture del testo fatto dal giovane conduttore Stas’ Gawronski e forse
il difetto del programma sta nella sua lettura un po’ scolastica dei
brani.