Il bel mondo della cultura parigina visto attraverso gli occhi di Lolita, goffa ed insicura figlia di un grande scrittore di successo, magnate dell’editoria: in sovrappeso e bruttina vive un rapporto
contrastato col il padre egocentrico, risposatosi con una ragazza molto piu’ giovane di lui ossessionata dalla linea. Lolita viene avvicinata solamente da persone che vogliono arrivare per suo tramite al suo illustre genitore, e così è anche per Silvya, la sua insegnante di canto, moglie di uno scrittore di belle speranze ma squattrinato che decide di seguire il coro amatoriale della ragazza solo quando scopre da quali illustri lombi discenda. Silvya vivra’ sulla sua pelle l’avanzare dell’ipocrisia tipica della gente in vista quando il marito riuscira’ a sfondare.
Dalla premiata ditta de Il gusto degli altri, Jean-Pierre Bacrì e Agnes Jaoui, una divertente e cinica commedia che prende di mira molti degli stereotipi della societa’ attuale: l’ossessione per la bellezza, l’invidia del successo altrui e la disponibilita’ di accettare tutto pur di avere un posto al sole. Dialoghi graffianti interrotti sempre dalla suoneria di un cellulare che risulta ancor piu’ cacofonica in confronto ai brani d’opera che sono parte integrante della pellicola.
La riflessione piu’ amara che mi ha suscitato questo film e’ che trent’anni fa questa si sarebbe chiamata commedia all’italiana: last christmas i gave you my heart…