La mostra su Frida Kahlo non mi ha pienamente soddisfatta,
nonostante sia rimasta molto colpita dal ritratto di Luther Burbank, che non
avevo mai visto.

La “sapiente selezione di ABO” (testuali
parole del catalogo) si limita in realta’ a predisporre senza soluzione di
continuita’, nell’ampio spazio della Permanente i 22 quadri di Frida
appartenenti alla collezione Dolores Olmedo Patino salvo poi riunire in due
misere pareti disposte ad angolo retto i 47 quadretti di Frida, mi vida
di Renate Reichert, artista che instaurato con la grande pittrice scomparsa un
dialogo personale incentrato sul quadro Le 2 Frida (ovviamente assente
dalla mostra). Per vederli i fruitori dell’evento sono stati costretti ad un
irritante cul de sac: forse se ti trovi ammucchiato per un quarto d’ora assapori
di piu’ l’idea di aver speso 9 euri per una mostra?
Francamente ho trovato
molto piu’ esaustiva l’esposizione del 2001 a Venezia Frida Kahlo e i
capolavori della pittura messicana, piu’ interessante nel confrontare
l’opera di Frida, a cui era dedicato ampio spazio, con l’opera di Rivera e le
avanguardie messicane.
La mostra milanese mi e’ parsa solo un’abile
operazione di sfruttamento dell’immagine di un’artista che in questo momento e’
sulla cresta dell’onda, in seguito alla pubblicazione di libri e film sulla sua
vita sofferta.
Peggior impressione mi aveva fatto la mostra sul Liberty
milanese: le visite guidate a Palazzo Castiglioni di cui si festeggiava il
centenario avvenivano raramente, in ristretti orari e si sono chiuse una
settimana prima della fine della mostra , la visita al Cimitero Monumentale non
e’ mai stata fatta perche’ non c’era richiesta (non vi dico il percorso ad
ostacoli che bisognava compiere per raggiungere telefonicamente la societa’ che
si occupava di organizzare le visite: un’opera di certosina pazienza che ha
quasi scoraggiato anche me!) insomma il tanto celebrato evento si limitava a un
giro intorno ai palazzi liberty di Porta Venezia e a 4 carabattole in
esposizione: il mobiletto di Zen meriterebbe un post a parte dato che ha girato
tutte le mostre italiane e straniere che ho visto in 7/8anni: avra’ mai una
sede? in quale polveroso ripostiglio finira’ ora?
Milano, dopo la chiusura di
Palazzo Grassi vuole forsi proporsi come la capitale delle mostre di grido piu’
superficiali che esistano?