Il servo di scena

Thedresser

The dresser
GB 1983, Columbia Pictures
con Albert Finney, Tom Courtenay, Edward Fox, Zena Walker, Eileen Atkins, Michael Gough, Cathryn Harrison, Betty Marsden, Sheila Reid, Lockwood West, Guy Manning
regia di Peter Yates

Un attore dal passato glorioso guida la sua compagnia di anziani attori in una turneè nell’Inghilterra devastata dai bombardamenti nazisti. A sostenere il vecchio attore è il suo fedele servo di scena, Norman; dopo una travagliata rappresentazione di Re Lear dove comunque il Sir ha dato il meglio di sé, l’attore muore e il servo scopre che ha dedicato la sua autobiografia a tutti, anche alle maestranze teatrali dimenticandosi solo di lui.

Film molto acclamato all’uscita con cinque nomination agli Oscar 1984 e altrettante ai Golden Globe vinto da Tom Courtenay come miglior attore in un film drammatico mentre Albert Finney ha vinto l’Orso d’argento a Berlino per la sua interpretazione del dispostico Sir.



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E’ un film che punta tutto sull’innegabile bravura dei due protagonisti, la vecchia gloria del teatro che sull’orlo della morte inizia a confondere la realtà con i ruoli teatrali e quella del suo servo di scena, l’uomo che conosce tutti i suoi segreti e difetti, che lo rassicura egli ricorda le battute prima di entrare in scena, vivendo di fatto per interposta persona, facendo propri i successi del Sir di cui nel film non viene mai fatto il nome ma è risaputo che il commediografo Ronald Harwood scrisse la commedia da cui il film è tratto ispirandosi alla sua esperienza personale di servo di scena per l’attore shakespeariano  Sir Donald Wolfit.



Ilservodiscena


Il regista è meticoloso nel raccontare il mondo del teatro: la vestizione, i riti scaramantici, i rapporti non sempre idilliaci nella compagnia che la forzata convivenza trasforma in una grande famiglia, l’innegabile carisma del vecchio protagonista di cui è sempre stata innamorata Marge, la direttrice di scena e a cui, nonostante l’età è disposta a concedersi l’immancabile giovane attrice disposta a tutto pur di far carriera, l’unica serenamente distaccata è la moglie, anche lei una ex giovane attrice riuscita per giunta a farsi sposare e ad ottenere il titolo di Milady.



The dresser


L’ambientazione teatrale ritorna anche in diverse costruzioni dell’immagine: profondità di campo dove l’inquadratura è divisa da elementi che ricordano le quinte teatrali.
Sullo sfondo tragico della guerra Il servo di scena ci racconta una storia melanconica e patetica: se il Sir ha passato tutta la vita a pensare a sé stesso e alla propria gloria senza accorgersi di chi per anni ha permesso che vivesse sugli allori del successo passato, anche la disperazione e la rabbia finale di Norman risuonano egoriferite: la delusione di una vita dedicata a un altro senza ottenere nulla, nemmeno la dedica su un’autobiografia non terminata.

45 anni

45anni45 Years
Gran Bretagna 2015
con Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Geraldine James
regia di Andrew Haigh

Kate e Geoff sono un’anziana coppia senza figli che sta per festeggiare i 45 anni di matrimonio. A cinque giorni dalla cerimonia Geoff riceve una lettera che lo informa che è stato ritrovato il corpo della donna con cui stava prima di conoscere Kate, caduta in un crepaccio nel 1962, durante un’escursione in montagna.

Lo spunto della storia, il corpo riemerso dai ghiacci dopo decenni, mi ha ricordato un episodio della serie tv Alfred Hitchcock presenta, La Bara di ghiaccio, dove una moglie recupera dopo quarant’anni la salma del marito alpinista caduto in un crepaccio e scopre che ha trascorso la vita nel ricordo di un uomo morto con il ritratto di un’altra donna nel medaglione che stringeva nella mano in punto di morte.
Se Hitchcok raccontava la storia con il suo beffarda ironia, il regista Andrew Haigh indaga con delicatezza il rapporto di una coppia apparentemente solida, con quarantacinque anni di storia alle spalle, messa improvvisamente in crisi da un fantasma del passato, per giunta un passato che non riguarda neppure la loro vita di coppia: la morte di Katya risale a un periodo precedente l’incontro di Kate e Geoff.
L’attenzione del regista è incentrata più sulle reazioni di Kate, una donna apparentemente sicura, che ha ben salde le redini del ménage familiare e che improvvisamente scopre che l’uomo che ha accanto da 45 anni le riserva ancora dei misteri: della sua relazione con Katya sa ben poco e nella settimana che precede la celebrazione del loro amore si ritrova improvvisamente un compagno distratto, perso nella rievocazione del passato e della giovinezza perduta, forse il vero spettro che rischia di mettere in crisi la coppia, ponendo domande sulla natura delle scelte compiute.
Vero kammerspiel giallo con il rovesciamento di tutte le certezze, anche la casa da sicuro nido dell’amore di una vita si trasforma in nel ripostiglio dei segreti più reconditi, di un’esistenza intima che forse è scorsa parallela a quella condivisa di Kate.
Tutto il film si regge sull’interpetazione molto contenuta, ma non per questo meno intensa, dei due attori, giustamente premiati come migliori interpreti alla Berlinale 2015.