La legge degli opposti

dall’introduzione di Vita di Pi di Yann Martel:

Una comunita’ che non sostiene i propri artisti sacrifica l’immaginazione sulll’altare della cruda realta’, rischiando di coltivare sogni senza valore.

per la legge di cui sopra mi corrono alla mente sequele di governi italiani, di cui l’ultimo e’ il piu’ fulgido esempio di una agghiacciante selezione naturale.

1 commento a “La legge degli opposti

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    appunto perché i committenti che furono erano gente culta e di gusto finissimo, e spesso l’opera nasceva da proficuo scambio di idee ed opinioni fra artista e siffatto mecenate… pensa un po’ al club neoplatonico dove Botticelli pensava i suoi dipinti insieme a Lorenzo il Magnifico, Marsilio Ficino, Poliziano et altri! -er quanto concerne i tempi moderni Pollock aveva miss Guggenheim… Oggi magari il creativo diplomato ad un master a mediaset (chiamalo artista!)dopo dotto resoconto sul target (mettiamoce tette e culi che piaciono sempre!) elabora spot e jingle del TG di retequattro con Emilio Fede, Berlusconi oppure dipinge lo stendardo della Festa di Miss Padania discettando de Pulchritudine muliebris con Bossi e Borghezio!!!
    scritto da james p. stinkybeard alle ore 12:55:08
    …comunque, riguardo al condizionamento o meno nell’arte, effettivamente la mia affermazione era senz’altro un po’ ingenua. Cio’ non toglie che una delle doti dei grandi committenti del passato, fosse quella di finanziare imprese e artisti non imponendo in maniera vessatoria il proprio volere, dando così respiro alla ricerca…
    un saluto
    scritto da spiderfrommars alle ore 12:08:30
    …purtroppo mi trovo concorde con le sue osservazioni…
    scritto da spiderfrommars alle ore 12:03:20
    carissimo e colendissimo aracnide marziano,
    dunque, circa la libertà dell’artista nutro un poco di perplessità pensando appunto a come l’arte in ogni epoca è stata condizionata dal potere, nel senso che appunto solo i potenti potevano pagare gli artisti, permettendogli di campare… tanto per fare qualche esempio Giotto e gli Scrovegni, Michelangelo e Giulio II, Piero della Francesca e il duca di Urbino… etc. etc. penso che il problema stia invece nel potere proprio… ovvero possiamo equiparare le levatura politica e culturale specialmente di un Lorenzo dei Medici o di una bate Suger di Saint Denis con il Berlusca? Ahimé temo che noi abbiamo ciò che ci meritiamo… o tempora o artefices…
    scritto da james p. stinkybeard alle ore 11:04:35
    …faccio l’architetto…per cui nel mio piccolo sono un mostriciattolo anch’io…
    scritto da spiderfrommars alle ore 00:39:28
    …appunto!!…Quello che intendevo dire è che l’arte è di per sè una forma di espressione che deve rimanere libera da qualsiasi condizionamento.Per questa sua natura essa è vista come un’attività potenzialmente eversiva.La contromisura è quindi quella di isolare gli artisti “appropiarsi” dell’esigenza di senso estetico connaturata nell’essere umano (scarabocchiavamo i muri delle grotte) e restituirla alle masse in forma involgarita commerciale, e menzognera…Quindi, se l’artista è definito come un operatore estetico, bene allora gli “artisti” (molto tra virgolette) ci sono….bisogna chiedersi piuttosto quanto sia marcia la nostra cultura per aver prodotto mostri del genere…
    Saluti
    scritto da spiderfrommars alle ore 00:35:03
    my dear aracnide marziano,
    artista è l’artifex, il poietés… ovvero uno che crea, definire artsiti i cosiddetti “creatiNi” che sfornano spot e jungles mi pare una picciol bestemmia nei confronti di Michelangelo, Bach & c….
    scritto da james p. stinkybeard alle ore 16:13:19
    …esistono gli artisti!….li hanno addomesticati e fanno fare loro i pubblicitari i designer i curatori di immagine gli stilisti gli art director i compositori di suonerie polifoniche….non coltivare gli artisti “puri” è funzionale alla continuità del sistema….
    scritto da spiderfrommars alle ore 12:16:58
    SI APRON GLI STUDI DEGLI ARTISTI
    di Piergiacomo Petrioli
    In principio fu l’America con una grande manifestazione a Los Angeles che ancora continua a riscuotere enorme successo, poi vennero Londra, Berlino, Parigi ed, in Italia, Torino – città sempre aggiornata per quanto concerne l’arte contemporanea – ed infine Roma dove, partito in sordina, il fenomeno prese ogni anno sempre più rilevanza fino a divenire uno degli appuntamenti più attesi della stagione artistica quirite.
    Questa estate, grazie all’iniziativa di alcuni volenterosi artisti dell’hinterland senese, una consimile idea sbarca pure nelle sclerotizzate piagge dell’arte contemporanea di Siena.
    Si tratta di STUDIAPERTI SIENA.
    Studiaperti è una idea innovativa che vuole promuovere l’arte contemporanea, ribadendone l’autonomia e la libertà dalle logiche di potere sia politico sia economico e riappropriandosi di un diretto rapporto fra artista e pubblico. L’intuizione è semplice ed al contempo affascinante. Ogni artista decide di aprire temporaneamente il suo studio al pubblico, mostrando il suo lavoro e mostrandosi alla gente senza alcun filtro di critico o gallerista.
    Una forma nuova di comunicazione tra creatore e fruitore dell’opera, totalmente affrancata da ogni condizionamento estetico o economico. Non vi sono neppure griglie che selezionano i partecipanti secondo stile o qualsivoglia criterio estetico o di linguaggio artistico.
    Cinquantadue artisti senesi, quindi, durante tutta questa estate hanno stabilito di aprire le porte dei loro laboratori a tutti coloro che desiderano osservare come nasce un quadro o una scultura, conoscere e dialogare con un artista apertamente ed entrando in contatto con una diversa dimensione dell’opera d’arte – quella febbrile e vera e non l’algida presentazione di una asettica galleria – si potrà comprendere meglio il lavoro poetico di ogni singolo artista. Sono, questi di Studiaperti Siena, pittori, scultori, ceramisti e perfino tessitori. Stuadiaperti Siena, in tal modo, si presenta come un reale caleidoscopio dell’arte locale, riuscendo a mettere in rilievo, come non era stato finora fatto dalle numerose istituzioni culturali cittadine preposte alla divulgazione dell’arte contemporanea (Università, Comune, Santa Maria della Scala, Papesse), spesso troppo affascinate da fenomeni alla moda e sirene straniere, un panorama veramente variegato ed una inaspettata fecondità dei fermenti artistici che il territorio senese alimenta.
    Naturalmente il livello qualitativo della manifestazione, non proponendosi nessun filtro estetico o vaglio di alcun genere, si presenta discontinuo, tuttavia proprio nella libera accoglienza di tutti gli artisti e di ogni medium espressivo e genere, risiede la formula vincente di Studiaperti. La manifestazione ribadisce la totale libertà dell’arte, l’assoluta autonomia dell’artista nel proporsi al pubblico, quale unico giudice dell’opera, che avrà il piacere di scoprire, valutare con la propria sensibilità e giudicare in autonomia.
    Durante la manifestazione molti studi d’artista daranno vita a conferenze, perfomances, concerti, ravvivando d’un vitale soffio creativo l’afa culturale senese ed offrendo un colpo d’occhio esaustivo e policromo di ciò che accade d’arte nel nostro territorio.
    Un elenco completo con gli indirizzi degli artisti partecipante e programma delle varie particolari manifestazioni è reperibile nel sito web della organizzazione: http://www.artistiinterradisiena.com/
    scritto da James P. di cui sopra… alle ore 19:23:55
    ma esistono gli artisti? E dove stanno? Mah…
    comunque qui bisogna cavarsela da soli, cara mia… veda un po’ sul sito della Collinaweb il link per Studiaperti Siena…
    scritto da james p. stinkybeard alle ore 16:35:05

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