Green Border

Zielona granica
Polonia 2023
con Maja Ostaszewska, Monika Frajczyk, Tomasz Włosok, Malwina Buss, Jaśmina Polak, Marta Stalmierska, Piotr Stramowski, Jalal Altawil, Mohamad Al Rashi, Welli Djanati-Atai, Dahlia Naous, Maciej Stuhr, Agata Kulesza
regia di Agnieszka Holland

Una famiglia siriana arriva in aereo a Minsk convinta di poter ricongiungersi facilmente con i parenti in Svezia; sull’aereo conoscono Leila una donna afgana che vorrebbe chiedere asilo in Polonia. Non sanno di essere finiti nella trappola migratoria costruita da Lucashenko per indebolire l’Unione Europea. La famiglia siriana e Leila, si ritroveranno come decine di migliaia di altri migranti rimpallati tra il confine bielorusso e quello polacco, incrociando le loro vite con le guardie di confine e gli attivisti polacchi che cercano di aiutarli. Tra questi si crea una spaccatura: alcuni vogliono limitarsi agli aiuti essenziali per non incorrere nei rigori della legge e non poter più aiutare nessuno mentre altri vogliono portare in salvo le persone che chiedono il loro aiuto…

Screenshot

Recuperare oggi il film di Agnieszka Holland sembra un salto nel passato remoto: anche se sono passati solo cinque anni dai fatti raccontati, la situazione mondiale è talmente peggiorata che la sorte dei migranti diventa un problema secondario, anche se sicuramente la Storia rimetterà in ordine ai fatti, facendo capire le strumentalizzazioni esterne del fenomeno e quelle interne che hanno rintuzzato i focolai di estrema destra.

Il film è molto potente e drammatico aprendosi sul verde smagliante della foresta di Białowieża, l’ultima foresta vergine d’Europa per poi virare nel nitido bianco e nero che documenta la tragedia che si svolge ancora oggi tra quei boschi disseminati di paludi.

Pur essendo un film a tesi, sottolineato dall’epilogo che mostra la diversa accoglienza offerta solo un anno dopo ai profughi ucraini in fuga dall’invasione russa, Green Border mostra come tutti i personaggi coinvolti siano travolti da un evento più grande di loro, in primis i migranti vittime di una vergognosa strategia di tensione internazionale, ma anche le guardie polacche indottrinate a vedere i migranti come “proiettili umani”, nonostante la propaganda ognuno resta solo con la sua coscienza e anche Jan a un certo punto dovrà fare una scelta. La stessa che si trova a compiere Julia, una psicologa che si tiene lontana dall’informazione ma che quando vede l’inutilità di aver salvato Leila dall’annegare in palude decide di impegnarsi nell’attivismo spingendo verso la forma più radicale. 

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