Film del 1929, e’ l’unica prova registica di Charles Vanel,
grande attore francese.
Ha inaugurato ieri il TrafficTorinofreeFestival con
una proiezione musicata dal vivo da i Gatto Ciliegia e il Grande
Freddo.
La storia narrata e’ quella
di un minatore, sposato da poco che, in seguito a un grave incidente rimane
orribilmente sfigurato. Nonostante egli si copra con una maschera, la moglie non
riesce ad accettarlo e ben presto si trova un amante con cui medita la fuga, ma
il ritorno imprevisto dal lavoro da parte del marito costringe l’amante a
indossare l’altra maschera dell’uomo per nascondere la propria identita’ e i due
uomini lotteranno fino al tragico epilogo, lasciando la donna nell’incertezza su
chi e’ sopravvissuto.
Restaurato di recente, il film si rivela una
vera perla della cinematografia muta.
Pochissime didascalie, la meta’ delle
quali forse, e’ riservata ai dialoghi e quando sono presenti, le scritte sono in
movimento o sovraimpresse sulle immagini perche’ questo film e’ una sinfonia
dell’immagine in movimento.
Soprattutto la parte iniziale con la vita della
miniera (illustrata con tratto quasi documentaristico, e del resto il padre di
Vanel era minatore per cui il regista conosceva bene questa realta’) la miniera,
dicevo, montata parallelamente al banchetto di nozze ha un ritmo vorticoso, che
ricorda certe riprese amatoriali in super8.
Oltre a riprendere scene molto
movimentate dove i personaggi risultano quasi sfocati, il montaggio e’
ulteriormente spezzato e a un senso di direzione si alterna una scena dove il
movimento scorre in senso inverso (i carrelli che escono dalla miniera in
direzione opposta la corteo nuziale, per esempio) dando una sensazione quasi di
vertigine. Poi il ritmo si fa improvvisamente lento e piu’ volte cambierà nel
corso del film ma rimane sempre constante il tema della dualita’: la vita diurna
della donna opposta a quella del marito sfregiato che lavora solo nei turni di
notte, la sterile vita matrimoniale in costrasto con le serene vite familiari
degli altri abitanti del villaggio, circondati da bambini, fino ad arrivare al
combattimento dei due uomini mascherati .
La maschera metallica e’ davvero
inquietante, purtroppo non ne ho trovato immagini su
internet.
Venendo al commento musicale proposto da i Gatto
Ciliegia e il Grande Freddo, e’ stato di sicuro interesse perche’ ha creato
delle musiche che sottolineavano principalmente il tenore psicologico del film,
piuttosto che evocare i suoni mancanti: piu’ volte e’ stata inquadrata la sirena
della miniera, ma mai il gruppo e’ caduto nella tentazione di mettere un suono,
anche in sottofondo, che potesse ricordarne il fischio.
Recente
acquisizione del Museo del Cinema di Torino, Dans la nuit e’ un
film da non perdere assolutamente nelle poche occasioni che potra’ essere
trasmesso in sala.
eh si’, ragazzuoli, stavolta ne valeva davvero la pena..
🙂
scritto da ava alle ore 13:46:43
..penna e taccuino…me lo segno…ha l’aria di essere un gran bel film…consigliato da te poi…
scritto da spiderfrommars alle ore 11:18:26
sto perdendomi grandi cose
🙁
scritto da myr alle ore 00:19:24
eh si’, ragazzuoli, stavolta ne valeva davvero la pena..
🙂
scritto da ava alle ore 13:46:43
..penna e taccuino…me lo segno…ha l’aria di essere un gran bel film…consigliato da te poi…
scritto da spiderfrommars alle ore 11:18:26
sto perdendomi grandi cose
🙁
scritto da myr alle ore 00:19:24
Bel film. Trama intrigante con guizzi creativi interessanti. Grandi i “Gatto…” a creare un crescendo di tensione quasi paranoico… Bellissima la title song
Bel film. Trama intrigante con guizzi creativi interessanti. Grandi i “Gatto…” a creare un crescendo di tensione quasi paranoico… Bellissima la title song