Gianni Amelio a Torino


Defruadato o meno di un riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia?

I torinesi potranno scoprirlo martedi’ 14 settembre al Cinema
Massimo (Sala 1) dove il regista presenziera’ alla proiezione del suo
ultimo film Le chiavi di casa e sara’ disponibile ad un confronto con il pubblico.

2 commenti a “Gianni Amelio a Torino

  1. #1 12 Settembre 2004 – 09:47
    Ma che si é offeso Amelio?
    passim
    #2 12 Settembre 2004 – 11:35
    Vabbè, ogni anno qualcuno resta male, ogni anno c’è qualche italiano che resta a mani vuote. Poi ci lamentiamo se vincono gli stranieri. Ma ci lamentiamo che non vinciamo mai a casa d’altri. E allora sono faziosi loro. E dovremmo tutelare il nostro cinema. E far vincere un italiano. No, questo è provincialismo. Si ma il cinema italiano sta conoscendo una stagione…La giuria, la giuria, come si fa con una giuria così.
    Occhi ragazzi, fra qualche anno Accorsi ce lo ritroveremo ad assegnare i leoni.
    Mortacci!
    E Amelio…dai diciamocelo…du palle Amelio…Sono reduce da una gita sul Gran Sasso incredibile, in un posto lunare per quanto brullo e dove ognuno comprava la carne e la arrostiva su delle braci messe lì apposta
    Se mi gira entro oggi dò qualche documentazione fotografica.
    Devo ancora digerire il quarto di lue che ho mangiato e il vino. I fumi dell’alcool, i fumi non dell’alcool, la suonata d’armonica e chitarra con la straordinaria voce di Luiso a 2000 metri.
    Amelio…Amelio sarà per l’anno prossimo.
    A’melio è stata a’mia!
    renzo
    #3 12 Settembre 2004 – 12:11
    hehe. ad euro 3,60 Amelio si puo’ anche digerire.
    A quanto pare si è comportato con più compostezza di Placido, in effetti, eprò, ci vuole ben poco.
    LG
    #4 12 Settembre 2004 – 13:42
    Già mi vedo la sera che mi toccherà andare a vedere Amelio. Bravo Rossi Stuart, bravo il ragazzino, immagino, ma insomma, è pur sempre una storia che si vende col patetico, quindi parte svantaggiata.
    garnant
    #5 13 Settembre 2004 – 02:17
    passim, non saprei.. perche’ non partecipi alla serata e poi ci informi ? 😉
    LG, pensa che volevo linkare il vostro post in cui il fim viene definito sublime, ma tu non concordi a quanto vedo..
    garnant, solitamente amelio ha un approccio molto delicato, difficilmente scadra’ nel patetico (spero)
    Avag
    #6 13 Settembre 2004 – 11:34
    ..i “Leoni Mortacci”….:D!!…
    non l’ho visto…pero’ da quello che ho letto mi sembra sempre che sul cinema italiano contemporaneo, a parte alcuni casi, aleggi sempre un odiosissima aura di buonismo veltroniano… penso che lo vedro’comunque…mai prima pero’ di quello di Wenders
    spider
    #7 13 Settembre 2004 – 11:51
    ah, beh, io non amo il cinema di Amelio. ad alcuni è molto piaciuto ma ad altri (della redazione degli spietati) mooolto meno. io forse nemmeno vado a vederlo.
    LG
    #8 13 Settembre 2004 – 17:05
    LG, io devo dire che mi incuriosisce molto..
    spider che palle anche il buonismo weltronianao pero’.. mi pare che Amelio persegua un suo cinema, che puo’ piacere o meno da tempi non sospetti.
    Se la mettiamo su qusto piano si puo’ pensare che anche il vincitore Mike Leight che parla di una mammana inglese negli anni 50 abbia fatto una scelta furba su un tema scabroso
    Avag
    #9 13 Settembre 2004 – 19:02
    Difatti mi piacciono molto Lamerica e il Ladro di bambini. Quello che voglio dire è che con un materiale piagnucoloso come questo Amelio parte svantaggiato, deve sollevarsi dalle premesse anche solo per arrivare alla sufficienza.
    garnant
    #10 14 Settembre 2004 – 01:36
    sottoscrivo anche questo, garnat
    Avag
    #11 14 Settembre 2004 – 11:38
    …materiale piagnucoloso che è tipico del buonismo weltroniamo…la mammana degli anni 50, o il tema dell’eutanasia, non mi paiono proprio dei temi rassicuranti (io comunque i film non li ho ancora visti quindi non ho nessuna pretesa di essere nel giusto)…
    spider
    #12 14 Settembre 2004 – 17:51
    no,la mammana non e’rassicurante, anche se a modo suo faceva del bene, e anche l’eutanasia puo’ essere un estremo rimedio.. quello che volevo dire io e che partendo con dei pregiudizi, si potrebbe dire che il film spagnolo o quello inglese, hanno scelto temi scabrosi pr attirare l’attenzione, tanto quanto Amelio ha scelto un tema strappalacrime
    Avag
    #13 14 Settembre 2004 – 18:06
    …pregiudizi frutto delle AMARE ESPERIENZE PASSATE col cinema italiano…:) no scherzo..li guardero’ volentieri tutti e tre…
    spider
    #14 14 Settembre 2004 – 19:22
    Secondo me la differenza tra il tema di Mike Leigh e quello di Amelio è che il primo è necessariamente tragico, mentre il secondo è potenzialmente buonista, appunto. Sono due piani di partenza diversissimi.
    garnant
    #15 14 Settembre 2004 – 19:24
    Comunque molto interessante questo dibattito 🙂
    garnant
    #16 15 Settembre 2004 – 02:43
    mah.. io continuo a non vedere questo inghippo come necessario, altrimenti tutti film che hanno a che fare con l’handicap partono svantaggiati e allora che ci sarebbe da dire di tutto quel filone americano che sulla malattia campa, regolarmente abbonato agli oscar?
    Avag
    #17 15 Settembre 2004 – 16:52
    …ma un film sulle disabilità che abbia affrontato il problema con un’ ottica realistica, senza scadere nel “pietobuonismokleenexchemmenefregammechetantoholegambe”? (sul serio lo chiedo)
    spider
    #18 16 Settembre 2004 – 17:40
    guarda spider forse sono tanarda ma non riesco ad avere questo preconcento per cui elencami tu ‘sti film “pietobuonismokleenexchemmenefregammechetantoholegambe” io posso dirti che
    “senza pelle” di Alatri con Kim Rossi Stuart secondo me era bello, anche “il mio piede sinistro”, americanata vincitore di oscar che vidi in tv con i peggiori pregiudizi alla fine si lasciava guardare, invece mi ha irritato molto e ho trovato davvero patetico nemo, il pesciolino della disney con la pinna artritica
    Un bel film sulla rabbia dei disabili? il primo film di Brando “uomini” di zimmerman
    Avag
    #19 16 Settembre 2004 – 23:09
    “Senza pelle” era piaciuto anche a me, senza particolare entusiasmo ma insomma… “il mio piede sinistro” l’ho trovato molto bello, e comunque mi pare che sia di Sheridan. E’ chiaro che Nemo era patetico. In effetti io credo davvero che il tema dell’handicap sia particolarmente difficile da portare al cinema, e chi questi film partono svantaggiati per via del rischio del patetico. Intendo svantaggiati ai miei occhi, evidentemente non a quelli dell’Academy.
    garnant

  2. #1 12 Settembre 2004 – 09:47
    Ma che si é offeso Amelio?
    passim
    #2 12 Settembre 2004 – 11:35
    Vabbè, ogni anno qualcuno resta male, ogni anno c’è qualche italiano che resta a mani vuote. Poi ci lamentiamo se vincono gli stranieri. Ma ci lamentiamo che non vinciamo mai a casa d’altri. E allora sono faziosi loro. E dovremmo tutelare il nostro cinema. E far vincere un italiano. No, questo è provincialismo. Si ma il cinema italiano sta conoscendo una stagione…La giuria, la giuria, come si fa con una giuria così.
    Occhi ragazzi, fra qualche anno Accorsi ce lo ritroveremo ad assegnare i leoni.
    Mortacci!
    E Amelio…dai diciamocelo…du palle Amelio…Sono reduce da una gita sul Gran Sasso incredibile, in un posto lunare per quanto brullo e dove ognuno comprava la carne e la arrostiva su delle braci messe lì apposta
    Se mi gira entro oggi dò qualche documentazione fotografica.
    Devo ancora digerire il quarto di lue che ho mangiato e il vino. I fumi dell’alcool, i fumi non dell’alcool, la suonata d’armonica e chitarra con la straordinaria voce di Luiso a 2000 metri.
    Amelio…Amelio sarà per l’anno prossimo.
    A’melio è stata a’mia!
    renzo
    #3 12 Settembre 2004 – 12:11
    hehe. ad euro 3,60 Amelio si puo’ anche digerire.
    A quanto pare si è comportato con più compostezza di Placido, in effetti, eprò, ci vuole ben poco.
    LG
    #4 12 Settembre 2004 – 13:42
    Già mi vedo la sera che mi toccherà andare a vedere Amelio. Bravo Rossi Stuart, bravo il ragazzino, immagino, ma insomma, è pur sempre una storia che si vende col patetico, quindi parte svantaggiata.
    garnant
    #5 13 Settembre 2004 – 02:17
    passim, non saprei.. perche’ non partecipi alla serata e poi ci informi ? 😉
    LG, pensa che volevo linkare il vostro post in cui il fim viene definito sublime, ma tu non concordi a quanto vedo..
    garnant, solitamente amelio ha un approccio molto delicato, difficilmente scadra’ nel patetico (spero)
    Avag
    #6 13 Settembre 2004 – 11:34
    ..i “Leoni Mortacci”….:D!!…
    non l’ho visto…pero’ da quello che ho letto mi sembra sempre che sul cinema italiano contemporaneo, a parte alcuni casi, aleggi sempre un odiosissima aura di buonismo veltroniano… penso che lo vedro’comunque…mai prima pero’ di quello di Wenders
    spider
    #7 13 Settembre 2004 – 11:51
    ah, beh, io non amo il cinema di Amelio. ad alcuni è molto piaciuto ma ad altri (della redazione degli spietati) mooolto meno. io forse nemmeno vado a vederlo.
    LG
    #8 13 Settembre 2004 – 17:05
    LG, io devo dire che mi incuriosisce molto..
    spider che palle anche il buonismo weltronianao pero’.. mi pare che Amelio persegua un suo cinema, che puo’ piacere o meno da tempi non sospetti.
    Se la mettiamo su qusto piano si puo’ pensare che anche il vincitore Mike Leight che parla di una mammana inglese negli anni 50 abbia fatto una scelta furba su un tema scabroso
    Avag
    #9 13 Settembre 2004 – 19:02
    Difatti mi piacciono molto Lamerica e il Ladro di bambini. Quello che voglio dire è che con un materiale piagnucoloso come questo Amelio parte svantaggiato, deve sollevarsi dalle premesse anche solo per arrivare alla sufficienza.
    garnant
    #10 14 Settembre 2004 – 01:36
    sottoscrivo anche questo, garnat
    Avag
    #11 14 Settembre 2004 – 11:38
    …materiale piagnucoloso che è tipico del buonismo weltroniamo…la mammana degli anni 50, o il tema dell’eutanasia, non mi paiono proprio dei temi rassicuranti (io comunque i film non li ho ancora visti quindi non ho nessuna pretesa di essere nel giusto)…
    spider
    #12 14 Settembre 2004 – 17:51
    no,la mammana non e’rassicurante, anche se a modo suo faceva del bene, e anche l’eutanasia puo’ essere un estremo rimedio.. quello che volevo dire io e che partendo con dei pregiudizi, si potrebbe dire che il film spagnolo o quello inglese, hanno scelto temi scabrosi pr attirare l’attenzione, tanto quanto Amelio ha scelto un tema strappalacrime
    Avag
    #13 14 Settembre 2004 – 18:06
    …pregiudizi frutto delle AMARE ESPERIENZE PASSATE col cinema italiano…:) no scherzo..li guardero’ volentieri tutti e tre…
    spider
    #14 14 Settembre 2004 – 19:22
    Secondo me la differenza tra il tema di Mike Leigh e quello di Amelio è che il primo è necessariamente tragico, mentre il secondo è potenzialmente buonista, appunto. Sono due piani di partenza diversissimi.
    garnant
    #15 14 Settembre 2004 – 19:24
    Comunque molto interessante questo dibattito 🙂
    garnant
    #16 15 Settembre 2004 – 02:43
    mah.. io continuo a non vedere questo inghippo come necessario, altrimenti tutti film che hanno a che fare con l’handicap partono svantaggiati e allora che ci sarebbe da dire di tutto quel filone americano che sulla malattia campa, regolarmente abbonato agli oscar?
    Avag
    #17 15 Settembre 2004 – 16:52
    …ma un film sulle disabilità che abbia affrontato il problema con un’ ottica realistica, senza scadere nel “pietobuonismokleenexchemmenefregammechetantoholegambe”? (sul serio lo chiedo)
    spider
    #18 16 Settembre 2004 – 17:40
    guarda spider forse sono tanarda ma non riesco ad avere questo preconcento per cui elencami tu ‘sti film “pietobuonismokleenexchemmenefregammechetantoholegambe” io posso dirti che
    “senza pelle” di Alatri con Kim Rossi Stuart secondo me era bello, anche “il mio piede sinistro”, americanata vincitore di oscar che vidi in tv con i peggiori pregiudizi alla fine si lasciava guardare, invece mi ha irritato molto e ho trovato davvero patetico nemo, il pesciolino della disney con la pinna artritica
    Un bel film sulla rabbia dei disabili? il primo film di Brando “uomini” di zimmerman
    Avag
    #19 16 Settembre 2004 – 23:09
    “Senza pelle” era piaciuto anche a me, senza particolare entusiasmo ma insomma… “il mio piede sinistro” l’ho trovato molto bello, e comunque mi pare che sia di Sheridan. E’ chiaro che Nemo era patetico. In effetti io credo davvero che il tema dell’handicap sia particolarmente difficile da portare al cinema, e chi questi film partono svantaggiati per via del rischio del patetico. Intendo svantaggiati ai miei occhi, evidentemente non a quelli dell’Academy.
    garnant

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