Foreste del Nord America, 1815: due misteriose fanciulle, dopo aver incontrato una veggente indiana che rivela loro una profezia, arrivano ad un avamposto commerciale sperduto nella foresta, decimato dalla fame e dagli attacchi notturni dei licantropi…
E’ passata quasi sotto silenzio l’uscita di questa produzione canadese, prequel di una serie horror, Ginger Snaps e Ginger snaps: Unleashed praticamente inedita in Italia. Il film invece. a mio parere, rivela qualcosa di interessante, ispirandosi ai capisaldi dell’horror classico: l’ambientazione in epoche passate, peculiarita’ della Hammer, famosa casa di produzione inglese che produsse i migliori horror degli anni ’50, ed i turbamenti sessuali tipici delle produzioni americane anni ‘40 targate RKO.
Il film si regge sulla complessita’ delle due sorelle, Ginger e Brigitte il cui mistero rimane inalterato per tutto il film: da dove vengono? e soprattutto e’ la loro bonta’ o cattiveria a farle sopravvivere al contagio?
Il loro femminino misterioso e potente (compassionevole?) si oppone al maschile prevaricatore e crudele degli abitanti del forte, creando una forte tensione sessuale.
Gli uomini dell’avamposto sono caratterizzati da boria e razzismo (l’ufficiale), repressione degli istinti e misoginia, rappresentati dal personaggio del reverendo, mentre il capo commerciale dell’avamposto e’ una figura estremamente romantica ma forse pusillanime: sposato con un’indiana da cui ha avuto un figlio, ha perso la sua famiglia per colpa dei licantropi, anche se e’ il segreto che nasconde la causa della maledizione che affligge il fortino.
Interessante anche la lettura politica che si puo’ dare del film: l’isolamento del forte che si sente attaccato da tutto cio’ che e’ esterno e sconosciuto, quando in realta’ nasconde al proprio interno il seme della maledizione, maledizione che, ci viene fatto notare, non e’ originaria della terra conquistata, ma e’ arrivata dall’Europa assieme ai conquistatori, e la soluzione del film in un’ aura di tolleranza, mentre i soldatini, simboli di guerra, bruciano nel rogo del forte, stigmatizzano chiaramente la sclerotizzata situazione politica mondiale.
La dualita’ tra maschile e femminile e’ sottolineata anche dalla fotografia che contrappone i colori freddi delle riprese in esterno a quelli caldi degli interni del forte, ma che purtroppo non e’ in grado di sorreggere la tensione, elemento che manca quasi totalmente nel film per colpa delle scelte registiche: anche l’uso del linguaggio attuale dell’horror, poco si adatta a un prodotto cosi’ diverso dai cliche’ che dominano il genere in questo periodo.
Va riconosciuto, invece, uno certo sforzo nelle le soluzioni trovate dagli effetti speciali: ipotizzando che la trasformazione in licantropi sia molto lenta e si competi nel giro di mesi, si preferisce mostrare gli stadi intemedi o alludere ai lupi mannari, piuttosto che mostrarli (anche perche’ questi, dove compaiono, lasciano molto a desiderare!)
Tra gli attori si segnala la prova di Katharine Isabelle nei panni di Ginger: la bellezza d’altri tempi del’attrice, che suggerisce un candore alla Lillian Gish, ben s’adatta alle inquietanti trasformazioni a cui il suo personaggio va incontro.
quando ho visto il post su cinebloggers ho pensato fossi matta: il primo film in sala che ava posta nel suo nuovo blog è licantropia..?! a cui, per giunta, assegna pure tre belle pallette rosserosse?! poi passo e leggo pennellate come “sclerotizzata situazione politica mondiale”, “fotografia che contrappone i colori freddi delle riprese in esterno a quelli caldi degli interni del forte”, “uno (perchè uno? metti un che si legge meglio, ndclos) certo sforzo nelle le soluzioni trovate dagli effetti speciali” e mi tranquilizzo: ava è e rimane la mia blogger preferita.
a questo punto, dopo le ruffianerie, le richieste: 1.mi fai un post sulla hammer e l’rko con calma e quando puoi, che mi interessa parecchio? 2.mi inserisci il mio voto di saimir in connection (motivo per cui ho notato che hai portato via il primo posto al mio dogtown and z-boys..)? per una volta discordiamo nel giudizio, ma di poco pochissimo e poi sono un rompicoglioni e alla fin fine sono d’accordo pure con la tua recensione di quel film 😉
buon fine settimana e sempre moltissimi complimenti. ciao!
quando ho visto il post su cinebloggers ho pensato fossi matta: il primo film in sala che ava posta nel suo nuovo blog è licantropia..?! a cui, per giunta, assegna pure tre belle pallette rosserosse?! poi passo e leggo pennellate come “sclerotizzata situazione politica mondiale”, “fotografia che contrappone i colori freddi delle riprese in esterno a quelli caldi degli interni del forte”, “uno (perchè uno? metti un che si legge meglio, ndclos) certo sforzo nelle le soluzioni trovate dagli effetti speciali” e mi tranquilizzo: ava è e rimane la mia blogger preferita.
a questo punto, dopo le ruffianerie, le richieste: 1.mi fai un post sulla hammer e l’rko con calma e quando puoi, che mi interessa parecchio? 2.mi inserisci il mio voto di saimir in connection (motivo per cui ho notato che hai portato via il primo posto al mio dogtown and z-boys..)? per una volta discordiamo nel giudizio, ma di poco pochissimo e poi sono un rompicoglioni e alla fin fine sono d’accordo pure con la tua recensione di quel film 😉
buon fine settimana e sempre moltissimi complimenti. ciao!
hai ragione “uno certo..” non si dice! 😀
evidentemmente certo l’ho aggiunto dopo.. :-/
scusami se tti ho rubato la pole rimediero’ andando ad aggiungere subito il tuo voto! 😉
guarda che tu scherzi ma potrei anche farli i post, anzi ad esser precisa sulla rko ho blaterato piu’ volte grazie alle belle nottate di fuoriorario.. 🙂
buon w.e. anche a te*
hai ragione “uno certo..” non si dice! 😀
evidentemmente certo l’ho aggiunto dopo.. :-/
scusami se tti ho rubato la pole rimediero’ andando ad aggiungere subito il tuo voto! 😉
guarda che tu scherzi ma potrei anche farli i post, anzi ad esser precisa sulla rko ho blaterato piu’ volte grazie alle belle nottate di fuoriorario.. 🙂
buon w.e. anche a te*