Il film parte oggettivamente male con il custode che scopre il misfatto che viene celato per una presunta suspance che non puo’ sussistere dato che lo spettatore e’ gia’ a conoscenza prima di entrare in sala di quei libri antichi inchiodati al pavimento, e quando uno dei poliziotti arrivati sul posto, manifesta il suo stupore con un “mondo birbo!” il timore di avere buttato i soldi del biglietto e’ quasi certezza, ma fortunatamente, dopo questi svarioni iniziali, il lavoro di Olmi si fa molto interessante, gettando uno sguardo ironico sulle paure del nostro tempo (il fatto vandalico viene subito interpretato come un atto terroristico) ed illustrando il pensiero del regista cattolico, a suo modo scandaloso, non tanto perche’ “rifiuta” il valore dei libri (il virgolettato e’ d’obbligo perche’ sara’ una frase letta mentre inchioda i vecchi codici al pavimento ad indurre il professorino a compiere le scelte radicali raccontate nel film) quanto per il coraggio di vedere la bellezza dove i nostri occhi non la scorgono piu’: credo che anche chi amera’ questo film difficilmente sottolineera’ la bellezza del paesaggio o del Po (in una scena notturna le onde del fiume sotto la luna sembrano le spire di un serpente): del resto il grande fiume e’ sempre sotto gli occhi di mezza Italia e non ha il fascino mediatico del Chiantishire o dei Tropici: a mio parere la forza del film e’ proprio in questa scelta di raccontare la banale bellezza dell’ovvio piu’ ancora che nella “imitatio Christi” del protagonista, un Raz Degan che supera brillantemente la prova del film d’autore.
Dopo aver visto questo bel film mi e’ venuta voglia di fare una gita sul Po…:-)
Dopo aver visto questo bel film mi e’ venuta voglia di fare una gita sul Po…:-)
Devo dire che questo ultimo Olmi è toccante , emozionante anche se contenutisticamente non chiarissimo.Tutta la parte sul Po è fantastica, quanto a Raz Degan non ce l’ho tanto con la sua monoespressività quanto con il doppiaggio stonato di Adriamo Giannini.Ma il miglior Olmi degli ultimi anni rimane Il mestiere delle armi
Devo dire che questo ultimo Olmi è toccante , emozionante anche se contenutisticamente non chiarissimo.Tutta la parte sul Po è fantastica, quanto a Raz Degan non ce l’ho tanto con la sua monoespressività quanto con il doppiaggio stonato di Adriamo Giannini.Ma il miglior Olmi degli ultimi anni rimane Il mestiere delle armi
Anche io ho trovato i primi venti minuti assolutamente terribili…
Il resto e’ interessante.
Anche io ho trovato i primi venti minuti assolutamente terribili…
Il resto e’ interessante.
parte male sul serio, io stavo per uscire dalla sala! Però non riesco a essere ottimista come te neanche per il seguito. Cioè Degan l’ho trovato molto bravo e le sequenze “paniche” di incontro tra il professorino e il boschetto sulle rive del fiume sono davvero bellissime. Ma poi la gente ritorna a parlare e… sono cavoli.
parte male sul serio, io stavo per uscire dalla sala! Però non riesco a essere ottimista come te neanche per il seguito. Cioè Degan l’ho trovato molto bravo e le sequenze “paniche” di incontro tra il professorino e il boschetto sulle rive del fiume sono davvero bellissime. Ma poi la gente ritorna a parlare e… sono cavoli.
L’ho trovato imbarazzante… tra le tante cose che è necessario mettere sotto accusa certo non metterei i libri (al solo scopo di comporre un’immagine suggestiva!).
Poi il mito della vita campestre ingenua e genuina è una favola trita e ritrita. Olmi dovrebbe riascoltare Le allettanti promesse di Battisti/Mogol.
L’ho trovato imbarazzante… tra le tante cose che è necessario mettere sotto accusa certo non metterei i libri (al solo scopo di comporre un’immagine suggestiva!).
Poi il mito della vita campestre ingenua e genuina è una favola trita e ritrita. Olmi dovrebbe riascoltare Le allettanti promesse di Battisti/Mogol.
non pensiate che il ritratto della gente di fiume sia cosi’ inverosimile: da queste parti ne trovi ancora molta gente cosi’, sia gli anziani che i giovani dei paesotti delle vallate.
non pensiate che il ritratto della gente di fiume sia cosi’ inverosimile: da queste parti ne trovi ancora molta gente cosi’, sia gli anziani che i giovani dei paesotti delle vallate.
sì ma non parlano come dei bambolotti a cui tiri la corda!
sì ma non parlano come dei bambolotti a cui tiri la corda!
io vivo a decine di chilometri da dove è stato girato il film e posso dirvi che la realtà locale tradizionale è quella che si vede nel film, non è finzione, tra l’altro è un film bellissimo, ne scriverò, si potrebbe scriverci un libro…^^
io vivo a decine di chilometri da dove è stato girato il film e posso dirvi che la realtà locale tradizionale è quella che si vede nel film, non è finzione, tra l’altro è un film bellissimo, ne scriverò, si potrebbe scriverci un libro…^^
aspetto di leggere il tuo parere, delirio! 😉
aspetto di leggere il tuo parere, delirio! 😉
La parte dedicata al grande fiume e alla sua gente l’ho apprezzata moltissimo … e non ho trovato così irreale questa gente “semplice” che si accontenta di poco, esistono, anche se sono una razza in via di estinzione … ho apprezzato la bellezza della fotografia del figlio di Olmi nel cogliere nebbie e brume come si era già visto ne “Il mestiere delle armi” e la vena documentaristica del regista che emerge in molte sequenze … ho capito meno il confronto filosofico/teologico tra il professorino e il vecchio monsignore …
La parte dedicata al grande fiume e alla sua gente l’ho apprezzata moltissimo … e non ho trovato così irreale questa gente “semplice” che si accontenta di poco, esistono, anche se sono una razza in via di estinzione … ho apprezzato la bellezza della fotografia del figlio di Olmi nel cogliere nebbie e brume come si era già visto ne “Il mestiere delle armi” e la vena documentaristica del regista che emerge in molte sequenze … ho capito meno il confronto filosofico/teologico tra il professorino e il vecchio monsignore …
immagino che belle foto dritte fara’ il figlio di Olmi 😉
grazie della visita arzan, abbiamo amato el stesse cose del film 🙂
immagino che belle foto dritte fara’ il figlio di Olmi 😉
grazie della visita arzan, abbiamo amato el stesse cose del film 🙂
fa schifo
fa schifo