Dieci piccoli indiani

Ten Little Indians
UK, 1965
con Hugh O’ Brian, Shirley Eaton, Fabian, Wiilfrid Hyde-White, Leo Genn, Mario Adorf, Stanley Holloway, Daliah Lavi, Dennis Price, Marianne Hoppe
regia di George Pollock


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Dieci persone vengono invitate in un isolato castello in montagna, raggiungibile solo dalla funivia, benché alcuni di loro siano dipendenti del misterioso padrone di casa, nessuno lo conosce perché appena assunti attraverso un’agenzia. Mr. Owen non è presente ad accogliere gli invitati ma durante la cena parte una voce registrata che spiega il motivo della riunione: tutti i presenti sono colpevoli di omicidio. Poco dopo iniziano le morti ispirate alla filastrocca che si trova in ogni camera da letto e ad ogni omicidio uno dei dieci indiani del centro tavola viene trovato spezzato…

Seconda trasposizione cinematografica del più celebre giallo di Agatha Christie che arriva dopo 20 anni dal primo film diretto da  René Clair.
La seconda versione ne riprende il finale (ovviamente differente dal complesso meccanismo conclusivo del romanzo) ma cambia l’ambientazione: dall’isola sperduta si passa a un picco montuoso raggiungibile sono dalla funivia il cui cavo si spezza al terzo omicidio quando la cuoca Elsa Grohmann cerca di lasciare la magione isolando definitivamente gli ospiti di mister Owen.
L’ambientazione montana con i bianchi accecanti della neve esaspera il bianco e nero, il film ha un po’ il gusto di una riduzione televisiva puntando tutto sull’abilità degli ottimi caratteristi, fra tutti Stanley Holloway nei panni del detective Blore, mentre i due protagonisti che si salvano sono interpretati dall’aitante Hugh O’Brian e la bella Shirley Eaton. Macchina da presa puntata quindi soprattutto sui volti degli attori per scoprire il colpevole e spiare le ansie e i sospetti.