East of Eden
USA 1955, Warner Bros
con James Dean, Julie Harris, Richard Davolos, Raymond Massey, Jo Van Fleet, Lois Smith, Harold Gordon, Burl Ives, Albert Dekker, Timothy Carey
regia di Elia Kazan
Cal Trask scopre che la madre da sempre creduta morta in realtà ha abbandonato il marito e I due figli e gestisce una casa di malaffare a Monterey. Il ragazzo cerca di mettersi in contatto con la donna che lo allontana e quando ne parla con il padre questi gli fa promettere di non rivelare nulla al fratello maggiore, Aron. Intanto l’attività di refrigerazione in cui il padre ha investito tutti i suoi averi fallisce e Cal per restituire il denaro al padre specula sul prezzo dei fagioli che crescerà per l’entrata in guerra degli Stati Uniti. Il padre rifiuta il denaro del figlio in nome dei suoi principi e ancora una volta gli preferisce Aron. Cal ingelosito porta il fratello dalla madre rivelandole la sua vera identità. Aron già scioccato dallo scoppio della guerra parte volontario completamente ubriaco. Adam Trask ha un colpo apoplettico e solo la mediazione di Abra, fidanzata di Aron ma attratta anche a Cal, farà in modo che il genitore accetti la vicinanza del figlio.
Il film che rivelò il talento di James Dean facendone una star. come spesso capita l’attore fu scelto dopo il rifiuto di Marlon Brando e Montgomery Clift e Dean battè ai provini l’emergente Paul Newman.
Ispirato alla parte finale dell’omonimo romanzo di John Steinbeck ed è quasi una lettura psicoanalitica delle figure di Caino e Abele, dove Caino non è perfido ma solo un ragazzo non amato dal padre che gli preferisce il fratello più simile a lui. La scoperta che la madre è ancora viva ed è una donnaccia è quasi consolante per Cal che trova una giustificazione del sentirsi così diverso dal padre e dal fratello nella natura ereditata dalla madre.
Il ragazzo s’impegna ad aiutare il padre nel suo progetto di trasportare verdura congelata a New York, progetto che fallisce per una frana che blocca il treno e fa marcire tutta il carico. Coinvolgendo anche la madre con cui ha testardamente cercato un rapporto, Cal recupera il denaro perso dal padre ma l’uomo ritiene inaccettabile la speculazione, soprattutto in tempo di guerra e rifiuta il denaro del figlio, l’ennesimo rifiuto spinge Cal alla vendetta che lo libererà del fratello di cui è sempre stato geloso: già provato dalle tensioni create dallo scoppio della guerra esemplificate nelle ritorsioni contro l’amico di famiglia di origine tedesca, Aron non è in grado di accettare che la madre creduta morta per tanti anni sia in realtà ancora viva e conduca una vita riprovevole. Lo shock spinge il ragazzo completamente fuori di sé ad arruolarsi e partire verso un destino sicuramente infausto.
Adam non sopporta la vista del figlio prediletto in quelle condizioni e ha un grave mancamento, lo stesso sceriffo invita Cal a lasciare la casa paterna citando il passo biblico in cui Caino dopo il delitto si stabilisce a est della Valle dell’Eden. Sarà Abra, la fidanzata di Aron a ricucire il rapporto tra Cal e il padre gravemente malato. La ragazza ha vissuto in prima persona una problematica situazione familiare quando il padre si è risposato dopo esser rimasto vedovo, per questo comprende Cal ed è attratta da lui.
La Valle dell’Eden resta uno dei drammi degli anni ’50 più attuali sulla condizione adolescenziale, supportata da un bravissimo James Dean (che ricevette una nomination agli Oscar) che sa essere credibile e naturale nella recitazione teatrale del periodo. Notevole anche la regia di Elia Kazan a suo primo film a colori: netto il contrasto tra la luminosità della campagna californiana e la cupezza degli interni cupi ed oppressivi dove i drammi familiari sono sottolineati dal taglio sghembo dell’inquadratura. Anche Kazan fu nominato per la regia, il film ottenne anche la nomination per la miglior sceneggiatura non originale ma l’unico oscar vinto fu quello di miglior attrice non protagonista a Jo Van Fleet per il ruolo della madre.