Grasso è bello

Hairspray
USA 1988, New Line Cinema
con Ricki Lake, Leslie Ann Powers, Divine, Deborah Harry, Sonny Bono, Jerry Stiller, Colleen Ann Fitzpatrick, Michael St. Gerard, Ruth Brown, Clayton Prince, Mink Stole, Shawn Thompson, Joann Havrilla, Josh Charles, Jason Downs, Doug Roberts, Holter Graham, John Waters, Pia Zadora, Dawn Hill, Lydia Troy, Alan J. Wendl
regia di John Waters



Hairspray


Come tutte le sue coetanee l’adolescente Tracy, nella Baltimora del 1962, è fan di un programma musicale della tv locale. Nonostante il sovrappeso Tracy è portata per la danza e riesce a entrare nel cast del The Corny Collins Show diventandone ben presto una delle protagoniste e provocando l’invidia di Amber, reginetta del programma a cui Tracy ruba anche il bel fidanzato  Link Larkin. L’amica di Tracy Penny s’innamora di un ragazzo di colore nonostante la discriminazione razziale imperante che porta sua madre a rinchiuderla e a farla seguire da uno psicologo. Tracy si schiera a favore dell’integrazione e finisce in prigione ma la protesta impazza e il governatore, per evitare scandali, libera la ragazza appena in tempo per esser proclamata vincitrice dell’annuale concorso legato allo spettacolo.



Hairspray


Grasso è bello è il più noto film di John Waters, l’unico ad avere avuto un remake nel 2007 con John Travolta nei panni di Divine e ad esser diventato un musical già nel 2002.
Tema del film è l’integrazione razziale nella Baltimora di primi anni ’60: lo spettacolo televisivo e il luna park dei genitori di Amber sono ispirati a un vero show e a un vero parco di divertimenti dove si sono verificati episodi di razzismo come quelli mostrati nel film. Baltimora del resto, è la città d’origine del regista e del suo amico d’infanzia Harris Glenn Milstead, cioè la drag queen Divine protagonista di tutti i film di Waters fino alla prematura scomparsa nel 1988. Nel film l’attore recita un doppio ruolo: la casalinga obesa Edna Turnblad, stiratrice rassegnata anche lei riscattata dalla verve della figlia e Arvin Hodgepile, il perfido produttore dello show che rifiuta l’integrazione razziale lasciando partecipare i ragazzi di colore solo una volta al mese.
Suprematisti bianchi sono anche i genitori di Amber, interpretati da Sonny Bono e la Blondie Deborah Harry che porta con stile acconciature assurde. Altri camei di lusso sono quelli dei musicisti Ric Ocasek, front man dei Cars e Pia Zadora nei panni dei beatnick mentre il regista ritaglia per sé il ruolo dello strambo psicologo.
Se purtroppo la situazione interrazziale non sembra trovare soluzione negli Stati Uniti, la parodia camp (un uso più consapevole del  kitsch) della gioventù anni ’60 di Waters si è rivelata anticipatoria di alcune realtà mediatiche: credo che Tracy Turnblad sia il primo sdoganamento curvy della storia del cinema, se non altro è quello che ne mostra i veri motivi economici: il negoziante di abbigliamento taglie forti che sfrutta il successo della solare ragazzina per vendere i suoi abiti creando la modella grandi forme.
Impressionante poi ritrovare nelle dinamiche e nel successo del Corny Collins Show molti elementi del successo di Non è la Rai e verrebbe da pensare che Boncompagni si sia ispirato al film.